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«Pago e faccio picchiare la Silva chiamo anche Grande Aracri»

Enrico Lorenzo Tidona
«Pago e faccio picchiare la Silva chiamo anche Grande Aracri»

Un pastore di 37 anni patteggia 2 mesi dopo aver minacciato l’ex consigliera aggredita durante lo sgombero di Ghiarole per la piena del Po del 2014

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BRESCELLO. «Non sai chi sono io, ti faccio del male... Io non sono Grande Aracri e neanche Rondinelli, a cui hai fatto le foto della casa. Io pago qualcuno e poi sto lì a guardare mentre ti picchia». Quando si è visto bloccare il passo, un pastore brescellese di 37 anni originario di Trapani, ha riversato sulla donna che lo aveva fermato - a causa della piena dei fiumi Po e Enza - un profluvio di parole risuonate come chiare minacce, ribadite poi nei contenuti e nei modi davanti agli agenti della polizia municipale, dando il via al procedimento penale nei suoi confronti, approdato ieri al processo che lo portato alla sbarra, dove ha patteggiato 2 mesi di condanna per minacce davanti al giudice Silvia Guareschi.

I fatti avvennero nel novembre del 2014 e la donna di fronte all’uomo era Catia Silva, l’ex consigliere della Lega Nord di Brescello, che in quel giorno d’autunno indossava le vesti della volontaria della Protezione civile, chiamata a vigilare nell’intersezione della strada Molino Caselle con via Ghiarole per impedire che persone e veicoli non autorizzati accedessero alla frazione di Ghiarole durante la piena del Po e dell’Enza. Era infatti in vigore un’ordinanza di sgombero dell’area golenale. «Tu non sai chi sono io, non sono Grande Aracri (inteso Francesco, residente a Brescello, gravato da una condanna con l’aggravante mafiosa passata in giudicato nel 2008, estraneo a questa vicenda, ndr) e neanche Rondinelli, quello a cui hai fatto le foto e bloccato i lavori», è stato l’incipit delle minacce rivolte a Silva. Un crescendo in cui - secondo quanto riportato poi nella denuncia dall’ex consigliera già finita sotto minaccia da cutresi di Brescello vicini alla famiglia Grande Aracri - il 37enne che abita lì vicino ha cercato di aggredire anche fisicamente Silva, fermato dall’intervento della Municipale. Una storia che non finisce con la successiva denuncia della donna. Nel marzo dell’anno successivo l’uomo viene convocato nella sede dei vigili dell’Unione. Quando viene informato della denuncia nei suoi confronti da parte di Silva, ha ripreso con le minacce nei confronti della donna davanti agli agenti: «Appena finito qui vado a cercarla in Comune e la picchio, così le faccio vedere io di cosa sono capace... Io non ho paura di niente... Se faccio una telefonata a Grande Aracri mi manda 5 macchine con su gente pronta a difendermi... Quando vado in tribunale, se vengo condannato, pago uno che la picchia nel cortile e io sto lì a guardare. Io giro armato... Tanto in galera di sono già stato... Del giudice non mi interessa niente».

Dopo il patteggiamento raggiunto ieri con l’accordo di Procura e difesa, Gabriele Pignagnoli, legale di Silva, si è detto deluso: «Questa persona non ha mai chiesto scusa e le minacce sono davvero pensati, rivolte poi a una persona già finita nel mirino. Gli hanno concesso anche le attenuanti nonostante un precedente. Ci aspettavamo più fermezza». —

Enrico Lorenzo Tidona

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