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Spacciatori evasi dopo la revoca del permesso di soggiorno, arrestati a Ventimiglia

I carabinieri
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I carabinieri

Sono due nigeriani richiedenti asilo che erano ospitati a Montecchio, accusati di aver ceduto droga nella zona delle scuole

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MONTECCHIO. Dopo essere arrestati per spaccio e messi ai domiciliari, erano evasi facendo perdere le loro tracce. Ma non così a lungo. Sono stati ri-arretati. A Ventimiglia.

Si tratta dei due richiedenti asilo, ospiti in una struttura di Montecchio, che erano stati arrestati pochi giorni fa dai carabinieri di Montecchio coordinati dalla Procura reggiana, con la dottoressa Maria Rita Pantani titolare dell'inchiesta.

Quando erano stati raggiunti dal provvedimento di revoca del permesso di soggiorno e il rigetto della richiesta di protezione internazionale, a loro notificati dai carabinieri di Montecchio Emilia, avevano ben pensato di evitare il provvedimento evadendo dai domiciliari e rendendosi irreperibili. Ad accorgersi dell'evasione, erano stati i carabinieri che, nel corso dei controlli l’altra mattina, hanno verificato la fuga dei due richiedenti asilo.

Immediatamente, i militari avevano avviato le ricerche estese sull'intero territorio nazionale con particolare riguardo ai presidi di frontiera. Giovedì 28 marzzo al pomeriggio la fine della fuga: Samuel David 22enne e Christian Banor 32enne, nigeriano, volevano raggiungere la Francia. Sono stati fermati al confine a Ventimiglia proprio grazie all'allert diramato dai carabinieri di Montecchio Emilia. Ora verranno espulsi.

I due richiedenti asilo erano finiti sotto la lente dei carabinieri nell'ambito di un indagine avviata per droga dagli stessi militari montecchiesi. Un’attività avviata lo scorso mese di gennaio durante una perquisizione domiciliare in un immobile del paese, dove erano ospitati richiedenti asilo, e segnalato dai cittadini quale sede dello spaccio. La perquisizione portava i militari a rinvenire e sequestrare due smartphone, in uso al 32enne. Dentro, messaggi riconducibili all’attività di spaccio. Dall’esame dei tabulati i carabinieri risalivano a numerosi contatti con diverse persone che identificate sono state sentite dagli investigatori. Si tratta di consumatori di cocaina, eroina e marjuana. Clienti, per loro ammissione, dei due.

E' stata quindi ricostruita la modalità di spaccio: alla chiamata i pusher uscivano dalla struttura che li ospitava con lo stupefacente incontrandosi con i clienti in un pedonale vicino alla scuola elementare del paese dove appunto si concretizzava la cessione.

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