Affari, legami e voli in aereo «Sisti lo chiamavamo l’amico»
Nel ’99 nel carcere della Dozza il racconto del killer reggiano alla pm antimafia «Si può dire che mio padre era il suo autista, avevano una ditta a Ancona»
REGGIO EMILIA. «Quando si parlava del dottor Ugo Sisti si diceva l’amico...». E poi: «.... Cioè c’erano dei rapporti che erano... molto più di amici». A parlare è Paolo Bellini, interrogato nel ’99 davanti alla pm antimafia Maria Vittoria De Simone. È il nono interrogatorio, datato 2 novembre di quell’anno, nel carcere della Dozza. Cinque mesi prima, la Primula Nera era stata arrestata per la striscia di sangue che aveva terrorizzato Reggio a cavallo fra il ’98 e il ’99.
L’OMBRA DEI SERVIZI
È l’interrogatorio nel quale il killer reggianno racconta che suo padre, Aldo Bellini, e l’ex procuratore capo a Bologna ed ex capo del Dipartimento di amministrazione penitenziaria (Dap), Ugo Sisti, volevano incontrarlo per accertare se la strage di Bologna fosse o meno stata ideata per distogliere l’attenzione da Ustica. Un incontro al quale Bellini decise di non recarsi, ritenendo l’appuntamento una trappola per coinvolgerlo nei servizi segreti.
albergo e assoluzione
È qui che Bellini descrive i rapporti fra suo padre Aldo e l’allora procuratore, trovato il 2 agosto 1980 all’albergo della Mucciatella: una presenza che ammette lo stesso Bellini fece subito il giro dell’Emilia, arrivando fino a Roma, riguardando una «persona talmente in vista, talmente guardata e protetta». La scoperta costò al procuratore l’accusa di favoreggiamento verso la Primula Nera, terminata con un’assoluzione a Reggio, «perché il fatto non sussiste», e un’altra a Firenze, nel 1984, dopo che la sede reggiana venne considerata incompetente territorialmente. Una sentenza quest’ultima per insufficienza di prove, nonostante si accertò l’effettiva lunga frequentazione di Sisti con Aldo Bellini e suo figlio Paolo, sia prima sia durante la carcerazione della Primula Nera, conosciuto all’epoca con le false generalità (ma un documento vero) di Roberto Da Silva, ottenute in Brasile nel ’77 durante la latitanza. La reale identità è stata scoperta il 13 gennaio 1982, quando Bellini era in carcere a Sciacca con Gioè. Lo stesso giorno, Bellini è stato trasferito a Firenze.
Il brasiliano
«Io a lui fui sempre presentato come Roberto Da Silva, che poi lui sapessi chi ero io o no non lo posso confermare», racconta nel 1999 Bellini alla pm antimafia. Già noti dall’83, tuttavia, alle forze dell’ordine, i rapporti fra Sisti e la Primula Nera, iscritto a Foligno anche a un corso per pilota dell’Areoclub, dove introdusse lo stesso Sisti. E, con Sisti, nel ’78 Bellini fu protagonista di un volo concluso con un atterraggio di fortuna per il maltempo, sul quale viaggiava anche l’ex Msi Franco Mariani. Fra le contestazioni verso il procuratore, anche quelle che da direttore del Dap fosse a conoscenza che dal febbraio 1981 Bellini era detenuto con le generalità brasiliane, aiutandolo nella copertura. Accuse cadute nel vuoto, ma su cui la Corte di Bologna vuole tornare a far luce, acquisendo le sentenze di assoluzione di Sisti e una relazione del 2010 dell’ex procuratore nazionale antimafia, Pier Luigi Vigna, che nel processo fiorentino per favoreggiamento rappresentò l’accusa.
Amici
Sull’«amico» Sisti e sui rapporti con il padre, Bellini si dilunga nell’interrogatorio del 1999, dove racconta che quando il padre Aldo era andato in carcere la sua famglia aveva subito un «gravissimo danno», dal momento che «avevamo una movimentazione economica che si basava sulla figura di mio padre e noi siamo dovuti correre ai ripari». Per Bellini, che considerava i servizi segreti «di casa col dottor Sisti», i legami del padre con il procuratore riguardavano anche altri affari. «Mio padre si accompagnava spesso con il dottor Sisti, anzi era diventato il suo autista si può dire, benissimo».
La ditta e le case
Spunta anche una ditta in comune, di cui dice poco: «Quello che hanno fatto mio padre, mio fratello e il dottor Sisti in quegli anni sono problemi loro, io ero latitante, ero via. Io non sapevo neanche che aveva fatto una ditta ad esempio, ad Ancona ... avevano fatto una ditta che avevano ristrutturato delle abitazioni e io non sapevo neanche quello». In un’altra circostanza, Paolo Bellini si recò a Roma per consolare l’ex procuratore da un lutto. Anche qui era stato il padre a inviare la Primula Nera dall’ex procuratore, con il quale Aldo Bellini aveva intrecciato anche altri affari oltre alla ditta anconetana: «Mio padre era intimo amico... han cacciato soldi per aiutare la sorella del dottor Ugo Sisti per ristrutturare la casa terremotata». E ancora: «Non solo, noi abbiamo ricevuto da un tribunale un appartamento che la moglie... la sorella del dottor Sisti aveva venduto a mio padre, c’è stato una causa in mezzo che è durata tanti anni, poco tempo fa il tribunale c’ha riconosciuto, bene, cioè c’erano dei rapporti che erano ... molto più di amici». —
E. Spa.
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