Gazzetta di Reggio

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la società di produzione  

Boccia: qui il futuro dell’Italia E si pensa a un film su Matilde

E.L.T.

Il partenariato pubblico-privato preso ad esempio dal presidente di Confindustria ieri a Reggio Dopo lo sbarco di Palomar  i reggiani progettano una fiction

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REGGIO EMILIA. Reggio ha già accolto a braccia aperte Palomar, premiata società di produzione di film e serie. Il sogno recondito, però, in attesa dello sbarco con personale in forze e progetti dentro al Capannone 18 delle ex Reggiane, è quello di far produrre una fiction su Matilde di Canossa. È un sogno caldeggiato dai reggiani, industriali in primis, che sarebbero disposti a raccogliere anche finanziamenti dal territorio per permettere alla società che produce serie di grido come “Il Commissario Montalbano”, di riportare alla ribalta una delle figure – e quindi dei territori – più rilevanti della storia reggiana, pensando anche a una distribuzione della fiction all’estero in chiave di promozione storico-turistica e di affermazione come volano per le imprese.

Idea aleggiata ieri durante l’inaugurazione del Capannone 18, che oggi dalle 15 alle 18 sarà aperto al pubblico con visite guidate per mostrare il recupero dell’involucro che rappresenta il più grande cantiere portato a termine nell’ex quartiere industriale delle Reggiane, ora votato all’innovazione.

La riqualificazione delle ex Officine «è un modo in cui si comprende come un metodo deve essere un metodo Paese: collaborazione pubblico-privato per la competitività del Paese, riportando al centro la questione industriale partendo dall’innovazione», ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che ha mantenuto la parola data un mese fa, partecipando ieri all’inaugurazione. «In questo luogo c’è tutto, c’è questa collaborazione che è una questione di metodo e c’è anche un’idea di industria del futuro, una industria ad alto valore aggiunto, ad alta intensità di produttività e ad alta intensità di investimenti. Si tocca con mano il futuro del Paese».

Il Capannone 18 è di fianco al Tecnopolo (già Capannone 19), attivo da sei anni, e qui hanno già sede alcune società e laboratori di ricerca. «Abbiamo mostrato che passando da arbitro a giocatore in campo, un ente pubblico come il nostro ha segnato una direzione e disinnescato una bomba sociale», ha detto il sindaco di Reggio, Luca Vecchi (riferendosi anche alle centinaia di senzatetto che vivono nei capannoni dismessi), davanti alla platea gremita dai notabili della città. Politici e imprenditori insieme: «Qui poteva esserci un centro commerciale cinese o arabo – ha detto Vecchi – e lo dico perché li abbiamo incontrati e abbiamo detto loro di no, allontanando così un semplice sviluppo immobiliare». A dare ulteriore prospettiva è il presidente di Unindustria, Fabio Storchi, che sta spostando l’interesse dell’associazione dalla stazione Mediopadana alle Reggiane: «Il sogno delle nuove Reggiane comprende anche un vero e proprio campus specializzato nelle discipline digitali a completamento delle sedi universitarie». —

E.L.T.

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