«Mancano i soldi del Comune per il restauro della torre»
L’ingegnere Stefano Ovi, presidente del comitato, illustra lo stato dei lavori «Servono fondi per circa 150mila euro, speriamo nelle dichiarazioni d’interesse»
«Proseguono i lavori di ripristino della Torre della chiesa di San Prospero: serve l’aiuto di tutti. La generosità dei reggiani non manca ma purtroppo all’appello manca ancora, malgrado le dichiarazioni di interesse, il contributo del Comune capoluogo». Sono dirette, non provocatorie ma sentite, le dichiarazioni dell’ingegner Stefano Ovi, presidente del Comitato per il restauro dell’antico manufatto mentre presenta il progetto in corso.
«Il cantiere – prosegue l’ingegnere – è stato aperto lo scorso dicembre e interrotto in inverno per la cattiva stagione. Speriamo di riuscire a completarlo entro la ricorrenza del patrono di San Prospero nel novembre del prossimo anno. La spesa prevista, quasi 900mila euro, è stata in buona parte racimolata, ma servono ancora fondi per circa 150mila euro. Dobbiamo in ogni caso ringraziare la generosità di tante imprese, il contributo della conferenza episcopale e le quasi 500 famiglie reggiane che hanno dimostrato di volere partecipare al recupero di un patrimonio monumentale che appartiene alla città. La ricerca continua e ora puntiamo a trovare nuove risorse grazie alla gara di golf che si svolge domenica (domani, ndr) al Club Matilde di Canossa di San Bartolomeo dove sarà promossa una lotteria di prodotti alimentari. Saremo affiancati dalla Lilt (Lega italiana lotta ai tumori), dal Club del Fornello e dai donatori che hanno formato il montepremi».
Mentre parla Ovi è affiancato da Elisabetta Tebaldi, Laura Gasparini, Paola Spaggiari, Della Salda e da un gruppo di collaboratori. L’incontro avviene nel Coro della basilica, sotto le volte cinquecentesche che mostrano gli affreschi di Camillo Procaccini e davanti al monumentale organo di Baldassarre Malanini. Si capisce quanto stia a cuore a Ovi il futuro della Torre che ora è avvolta da una impalcatura con i teli di tutela del cantiere nel quale anche ieri erano al lavoro un paio di tecnici.
Ogni pietra va in effetti controllata, ripulita, risanata. Il cantiere è diventato anche laboratorio di tesi per due studenti di Unimore. Fuori, appeso alla struttura, si nota un grande pannello nel quale vengono ufficialmente ringraziati i principali sostenitori: Credem , Fondazione Manodori, Max Mara, Unindustria, Bper, Padana Tubi, Vimi Fastener oltre ai contribuenti reggiani che hanno aderito con la destinazione dell’8 per mille. Qui si uniscono cultura, natura, solidarietà, e Ovi si augura di poter presto offrire a visitatori e turisti la possibilità di godere, dall’alto della torre, la splendida vista del cuore della città. —
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