Delmonte: «Senza simboli ma con chi crede nelle idee»
Presentata “Viviamo Montecchio”, ancora senza i nomi dei candidati consiglieri «Se verrò eletto, mi dimetterò dalla Regione». Nel programma la diga di Vetto
«Un paese per giovani, all’insegna della vivibilità». Queste le parole chiave di Gabriele Delmonte, candidato sindaco per “ViviAmo Montecchio” – la lista che per la prima volta è riuscita nell’impresa di coagulare «tutti coloro che sono alternativi al Pd» e al candidato dem Fausto Torelli – ha aperto ieri, nella sede di via Reverberi 35 davanti ad un centinaio di cittadini, la campagna elettorale in vista delle amministrative del 26 maggio.
Accanto a Delmonte hanno illustrato i dieci punti programmatici Elena Montanari, Stefano Nardini ed Elisabetta Dazzi, tutti con una esperienza (presente, come Montanari di FI, o passata) di opposizione in consiglio, presentati da Delmonte come «coloro che hanno dato il contributo più importante, ma non è detto che saranno candidati, la lista dei sedici nominativi sarà definita entro i prossimi dieci giorni».
IL CANDIDATO
“ViviAmo Montecchio” fa perno sulla forte personalità di Delmonte. «Credo profondamente in Gabriele e nelle sue capacità: non da oggi, ma da dieci anni fa, quando per la prima volta mi sono seduto insieme a lui in consiglio comunale – ha chiosato Nardini – È un politico schivo ma preparato».
Leghista, 30 anni, consigliere comunale di minoranza in Comune dal 2009 ad oggi, dal 2014 eletto consigliere regionale, fondatore insieme ad un socio nel 2016 della start-up tecnologica ForTune, Delmonte ha chiarito che «i due ruoli (di sindaco e consigliere) sono incompatibili: se sarò eletto, appena chiuse le urne, mi dimetterò dalla Regione», mentre se l’impresa non avrà fortuna «proseguirò nel mandato da consigliere regionale, che scadrà tre mesi dopo». Delmonte ha sottolineato di correre «con chi crede nelle idee: perciò non compaiono simboli di partito». Il simbolo della lista consiste in una stilizzazione di due anziani e una famiglia sul verde degli alberi e lo sfondo blu.
STRUTTURE E TRASPORTI
Se la squadra manca, il programma è dettagliato, con alcune scelte di campo: come ad esempio il sì alla diga di Vetto, perché «l’Enza è un fiume rischioso d’inverno e un rivolo insufficiente per gli agricoltori d’estate: il progetto deve andare avanti». Tra i desiderata c’è una sala per spettacoli e film così come un nuovo palazzetto dello sport «che si invoca da decenni»; bus diretti Montecchio-Reggio (oggi ci sono solo due corse al giorno); uno spazio di co-working, con macchinari costosi come stampanti in 3D magari all’ex macello, per giovani che vogliano fare impresa; inoltre «eventi, eventi, eventi per far vivere il centro: non è possibile che ci sia solo Montecchio Unplugged e fiere». Sulla sicurezza si è invocato «la creazione di una centrale per il controllo delle telecamere e il rafforzamento della polizia municipale, in deficit di 15 agenti».
«Oggi (ieri, ndr) inauguriamo la nostra sede: sarà uno spazio operativo, aperto il più possibile (sabato, lunedì mattina e due sere alla settimana), pet-friendly e luogo di eventi – ha concluso – da qui a maggio organizzeremo tanti confronti». —
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