«L’anziano ci offrì soldi, voleva fare sesso»
Tentata prostituzione minorile: 5 ragazzi di 12-13 anni accusano il pensionato. L’ottantenne: «Non è assolutamente vero»
CADELBOSCO SOPRA. La vicenda è sconvolgente, ma altrettanto forti sono i dubbi.
Da oltre un anno – i fatti vengono collocati dai carabinieri intorno alla metà di febbraio 2018 – si scava su un caso delicatissimo e controverso che coinvolge cinque ragazzini di 12-13 anni e un pensionato ultraottantenne. Su quest’ultimo grava un’accusa terribile: tentata prostituzione minorile.
E – per competenza – il fascicolo è poi finito in Procura a Bologna dove è stata formulata l’imputazione.
Da quanto “filtra” le indagini sono partite da una segnalazione in Procura, quando era già alta l’agitazione dei genitori per i racconti dei figli. Una sorta di “passaparola” fra cinque famiglie che non ci vedono talmente chiaro su quanto hanno saputo dai figli minorenni che, per togliersi ogni dubbio, riescono a sollecitare degli accertamenti investigativi.
È l’inizio di una serie di interrogatori in fase di indagini delle persone informate dei fatti ed è quando l’anziano viene convocato in caserma che prende coscienza di quanto sta montando nei suoi confronti e si rivolge allo studio legale Ferrari Vincetti & Associati per farsi tutelare. La ricostruzione investigativa è pesante nei confronti del pensionato.
I carabinieri ritengono credibili i cinque amici su uno specifico episodio: accusano l’anziano di essersi toccato i pantaloni all’altezza dei genitali, per poi mostrare le chiavi di casa ed invitarli a salire nell’appartamento, offrendo dei soldi per ottenere prestazioni sessuali.
I minorenni dicono di aver rifiutato quella proposta oscena, ma avrebbero scattato una fotografia.
Una storia torbida che poi uno dei ragazzini racconta ai genitori e da lì – a cascata – si espande con sempre maggiori particolari (anche non combacianti), facendo preoccupare e non poco le cinque famiglie.
L’inchiesta è chiusa e fra alcuni mesi se ne comincerà a discutere in un’aula di tribunale a Reggio Emilia.
E l’anziano? Decisamente smentisce. Contattato dalla Gazzetta, l’avvocato difensore Claudio Vincetti è lapidario: «Il mio assistito è sereno – dice il legale – respinge ogni accusa». Il pensionato – incensurato, non benestante, vive in affitto, descritto da chi lo conosce come una persona tranquilla e mai invischiata in vicende torbide – sostiene da sempre di essere stato in realtà infastidito da quei cinque ragazzini e che quanto raccontano non è assolutamente vero. —
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