Gazzetta di Reggio

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CASALGRANDE, L’EX VICESINDACO CASSINADRI 

«Mi sono dimesso per le illegittimità su un piano Tari da oltre tre milioni»

Mauro Grasselli
«Mi sono dimesso per le illegittimità su un piano Tari da oltre tre milioni»

«Occorreva convocare la Commissione prima del Consiglio, altrimenti le delibere non sarebbero state valide» 

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Le dimissioni del vicesindaco Marco Cassinadri sono solo l’ultimo colpo di scena di una campagna elettorale decisamente animata, che rischia di far perdere al Pd un Comune guidato fin dal dopoguerra.

Il Pd, tramite il segretario locale, ha spiegato le dimissioni di Cassinadri come una questione personale con il sindaco Alberto Vaccari. Cassinadri la pensa molto diversamente. «Per l’approvazione del piano finanziario della tariffa rifiuti – spiega l’ex vicesindaco – occorreva la convocazione di una commissione prima del passaggio in sede consigliare del 18 marzo scorso. Passaggio indispensabile, perché altrimenti il piano stesso (stiamo parlando di tasse per i cittadini di Casalgrande per un importo complessivo di 3.152.000 euro) e le relative delibere di consiglio sarebbero state viziate di illegittimità (così riferiscono gli uffici). Va ricordato come l’attività di controllo svolta nel 2018 dall’ufficio tributi, di cui sono stato il referente politico, abbia portato ad accertare contabilmente 332.332,74 euro. L’importo sarà oggetto di riduzione nel prossimo ri-accertamento per quei contribuenti che avranno versato nei termini previsti per proporre ricorso e che quindi potevano usufruire di una riduzione delle sanzioni». Cassinadri precisa che «ci sono in essere due accertamenti con adesione. L’attività di accertamento proseguirà, come è giusto che sia, anche nel corso del 2019». E spiega che «nel Piano economico finanziario di ciascun anno sono inseriti a preventivo e a consuntivo soltanto il “riscosso”. Il gettito da recupero evasione non riscosso diventerà parte vincolata dell’avanzo perché potrà essere destinata solo ad alimentare il Piano economico finanziario degli anni successivi. Il Piano economico finanziario 2019 ha potuto procedere con una riduzione delle tariffe proprio per l’attività di accertamento per 2 motivi: perché comprende le riscossioni previste che vengono effettuate nel 2019 anche per gli accertamenti emessi nel 2018; perché le superfici recuperate nell’attività di accertamento sono state inserite “a ruolo” e quindi possiamo contare su maggiori entrate ordinarie. Ringrazio pertanto l’intero staff ufficio tributi del Comune di Casalgrande e la responsabile dottoressa Barchi per gli ottimi risultati ottenuti anche in questa attività».

Alle precisazioni di Cassinadri si aggiungono le bordate di “Noi per Casalgrande”: la lista che candida sindaco Giuseppe Daviddi ricorda il recente caso dell’autobus incastrato in uno spartitraffico di Casalgrande per dire «ci risiamo. Ancora una volta con una realtà manipolata, esattamente come quando il bus rimase incastrato in centro a Casalgrande nello spartitraffico tentando di addossare la colpa all’autista, leggiamo una folkloristica interpretazione dei fatti accaduti, molto distante dalla verità».

Citando l’articolo della Gazzetta in cui il segretario Pd Cecilia Ruini si dice dispiaciuta per le dimissioni di Cassinadri, ma aggiunge che avrebbe dovuto restare a disposizione del partito, “Noi per Casalgrande” dice che lo stesso segretario Pd «tenta di far passare l’idea che le dimissioni del vicesindaco siano state frutto di personalismi e dissapori, stravolgendo e strumentalizzando quanto accaduto».

LA VERA CAUSA

Ma «la questione riguarda un punto difeso da Giuseppe Daviddi in consiglio comunale; punto che ha causato le dimissioni di Cassinadri. Il vicesindaco si è dimesso a seguito di una vivace discussione con il sindaco Vaccari perché quest’ultimo aveva tenuto un comportamento profondamente scorretto, cercando di far approvare un documento illegittimo, nascondendo documenti fondamentali alla discussione. Il sindaco ha tentato di rendere complici tutti i consiglieri e il suo vice di una gravissima scorrettezza. A fronte del chiarimento che ne è seguito, per eliminare ancora una volta ogni forma di opposizione interna, Vaccari ha richiesto esplicitamente le dimissioni a Cassinadri, visto come un fastidio e un ostacolo alla sua possibilità di avere mani libere ovunque. Ecco spiegata la semplice realtà. Nessun cenno al grave atto tentato dal sindaco e sventato dall’opposizione, nessun cenno alle dimissioni richieste espressamente dal sindaco a Cassinadri; solo una pregevole dissertazione educativo-filosofica sulla necessità di ingoiare qualsiasi cosa per questioni partitiche e la totale indulgenza verso atteggiamenti di Vaccari, che invece sarebbero dovuti essere immediatamente e seriamente sanzionati dal partito che rappresenta. Meglio la favoletta del gruppo da mantenere, meglio evitare di dire che le dimissioni le ha volute il sindaco. Meno spiegazioni da dare: una disperata copertura che tenta di puntellare la credibilità di una ricandidatura allo sfascio. Ci auguriamo – conclude “Noi per Casalgrande” – che lo spirito critico dei cittadini prenda atto di questa continua mistificazione della realtà». —



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