Gazzetta di Reggio

Reggio

operazione camaleonte 

’Ndrangheta, la cosca usava le Poste reggiane per “ripulire” i soldi

’Ndrangheta, la cosca usava le Poste reggiane per “ripulire” i soldi

1 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Una ventina di sportelli bancomat delle filiali reggiane di Poste italiane legano l’operazione della Dda veneta – rivolta contro 33 esponenti della cosca di ’ndrangheta Grande Aracri – e la nostra città dove il clan agiva «con epicentro».

Come scritto nell’ordinanza del Tribunale di Venezia, che ha disposto le misure cautelari, proprio negli uffici postali reggiani gli indagati hanno ripulito e riciclato (tra il 2013 e il 2014) il ricavato delle attività illecite commesse fuori regione. Grosse somme di denaro in contanti, frutto di estorsioni e usura, venivano utilizzate per pagare fatture a società amministrate da prestanome della cosca.

Dietro le fatture però non c’era nessuna prestazione da pagare: servivano solo a giustificare il bonifico.

Appena la somma veniva accreditata sul conto corrente postale dell’azienda, i soldi venivano prelevati con una carta postamat da uomini di fiducia del clan attraverso una raffica di operazioni.

Spesso gli importi erano modesti, ma in certi casi anche oltre 100mila euro. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google