Gazzetta di Reggio

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PIAZZALE EUROPA 

Dosi di droga nascoste per evitare i controlli delle forze dell’ordine

Ambra Prati
Dosi di droga nascoste per evitare i controlli delle forze dell’ordine

I carabinieri sequestrano più di mezzo etto di hascisc disseminato nelle aiuole, sulle pensiline o sotto le panchine

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REGGIO EMILIA. Nascondevano le dosi di droga nelle aiuole spartitraffico di cemento e terriccio, sotterrandole di pochi centrimetri, oppure le attaccavano alle parti metalliche delle pensiline o sotto le panchine delle fermate degli autobus di piazzale Europa: all’acquirente bastava pagare il pusher appostato nelle vicinanze, e seguire le sue istruzioni per il recupero.

Un abile stratagemma usato dagli spacciatori, che in questo modo evitano di tenere addosso lo stupefacente e le “prove” della loro colpevolezza. Ma la terra smossa li ha traditi.

È l’ultima frontiera dello spaccio cittadino, che senza dubbio ha in piazzale Europa uno dei suoi centri, come ha dimostrato l’ultima operazione dell’Arma: i carabinieri hanno recuperato (e sequestrato) undici involucri da sei grammi l’uno di hascisc.

I militari sono anche saliti su diversi bus di linea identificando persone sospette, ma senza rinvenire stupefacente, perciò gli inquirenti escludono che le cessioni avvengano sulle tratte di linea.

Questo il risultato dei mirati controlli antidroga effettuati nello scorso fine settimana dai carabinieri del Nucleo Radiomobile e Nucleo Operativo del comando di Reggio Emilia, i quali, seguendo le direttive impartite dal colonnello Cristiano Desideri, si sono concentrati sulle zone più a rischio della città: il parco del Popolo, via Nobili e la zona laterale al teatro Valli, piazzale Marconi e via Turri nel quartiere stazione, infine piazzale Europa.

In particolare, al capolinea dei bus, crocevia della rete di trasporto pubblico extraurbano, i carabinieri sono arrivati alla conclusione che lo spaccio si è trasferito nel trafficato snodo, ritenuto evidentemente più remunerativo dagli spacciatori: il bacino di utenza infatti è garantito soprattutto dagli studenti, che arrivano in città a bordo dei bus per raggiungere le scuole cittadine e vi tornano alla fine delle lezioni per far rientro a casa. Per gli spacciatori è strategico “offrire” la merce ai pendolari proprio nella tappa obbligata dei loro viaggi quotidiani.

Durante il servizio, i militari reggiani hanno passato al setaccio l’ampio piazzale, trovando dosi di hascisc disseminate un po’ ovunque: è bastato tenere d’occhio gli spacciatori (che controllavano i punti incriminati restando a distanza ravvicinata) e i loro andirivieni continui, per scovare i nascondigli della droga, a conferma dell’ipotesi investigativa emersa da una parallela attività dell’Arma. —

Ambra Prati

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