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l’inaugurazione 

La biblioteca della Camera porta il nome di Nilde Iotti

La biblioteca della Camera porta il nome di Nilde Iotti

Con una cerimonia ufficiale la struttura è stata intitolata alla politica reggiana Nel 1988 fu lei a decidere di aprire al pubblico la raccolta da 1,4 milioni di libri

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REGGIO EMILIA. La biblioteca della Camera da ieri porta il nome della reggiana Nilde Iotti.

La cerimonia di intestazione è avvenuta alla presenza del presidente della Camera Roberto Fico. Nilde Iotti fu la prima donna a rivestire la carica di presidente della Camera. E ora la biblioteca del ramo del Parlamento è stata intitolata ufficialmente alla politica reggiana, eletta alla Costituente. C’è anche la sua mano nel testo della Costituzione. E fu sotto il suo patrocinio che un’altra donna, Tina Anselmi, deputata Dc, divenne presidente della commissione sulla P2.. La dedica, sancita da una scritta all’ingresso della biblioteca, è legata al fatto che fu proprio Iotti ad aprire al pubblico la biblioteca il 14 dicembre 1988. La struttura che si trova nel vecchio convento domenicano di San Macuto, a pochi passi da Montecitorio, ospita un milione e 400mila volumi e circa 7.200 riviste, con un centinaio di studenti e cittadini che vi accedono quotidianamente.

«È la quarta biblioteca parlamentare più grande nel mondo», ha ricordato Fico sottolineando «il modello di servizio pubblico e gratuito che ne fa un esempio virtuoso di come il Parlamento possa essere sempre più la casa degli italiani». L’intitolazione è «un riconoscimento per la determinazione con la quale la presidente portò ad effettivo compimento, nel dicembre del 1988, il processo di trasferimento e di apertura al pubblico della biblioteca in questo palazzo che era stato prefigurato dall’ufficio di presidenza della camera già nel marzo 1979, su impulso del presidente Ingrao». Ma «si tratta anche di un riconoscimento del ruolo che Nilde Iotti ha rivestito nella storia di questa istituzione e della Repubblica» ha sottolineato Fico.

«Non è stata solo la prima presidente donna della Camera e colei che ha ricoperto questo incarico per più tempo, con autorevolezza ed equilibrio unanimemente riconosciuti. Tutto il suo percorso politico e di vita, da staffetta partigiana, da componente dell’assemblea costituente, da deputata nelle prime legislature repubblicane, e quindi da presidente della Camera, testimonia il suo spirito di servizio verso il paese, il rispetto per le ragioni dei suoi interlocutori, un’umanità e una passione politica e civile non comuni, unite a una grande sobrietà. Qualità che spiccarono durante i tredici anni della sua presidenza. Anni non facili in cui l’Italia attraversò delicati passaggi istituzionali e vicende turbolente: il tramonto dei governi di solidarietà nazionale, la violenza brutale del terrorismo e della criminalità mafiosa, le prime propaggini di tangentopoli».

Sull’intitolazione è intervenuta anche la parlamentare reggiana Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera: «Mia conterranea, grandissima donna e politica italiana». —
 

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