Gazzetta di Reggio

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L’omaggio A una donna speciale 

Mamma reggiana nel Giardino dei Giusti

Adriano Arati
Mamma reggiana nel Giardino dei Giusti

Maria Bertolini Fioroni, protettrice di partigiani ed ebrei nella sua casa di Costabona, tra gli eroi a difesa degli esseri umani

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C’è anche la “mamma italiana della casa sul monte, acciaio temprato in un bagno di dolcezza”, la reggianissima Maria Bertolini Fioroni, fra le nuove protagoniste del Giardino dei Giusti di Milano. Il 14 marzo scorso l’associazione per il Giardino dei Giusti di Milano ha aggiunto una bellissima figura reggiana, quella della Bertolini Fioroni, protettrice di soldati alleati, partigiani ed ebrei in fuga durante il conflitto mondiale. Nella sua casa a Costabona di Villa Minozzo, ricordata da Lazzaro Padoa, passarono tante richieste di aiuto, tutte esaudite.

Ora si trova nell’elenco delle figure ricordate nel Giardino dei Giusti di tutto il mondo, una enorme area verde vicino a Monte Stella in cui «vengono onorati gli uomini e le donne che hanno aiutato le vittime delle persecuzioni, difeso i diritti umani ovunque fossero calpestati, salvaguardato la dignità dell’Uomo contro ogni forma di annientamento della sua identità libera e consapevole, testimoniato a favore della verità contro i reiterati tentativi di negare i crimini perpetrati». Il progetto fa parte di una rete di Giardini dei Giusti internazionale e allarga il concetto dei giusti fra le nazioni, le persone non ebree che durante la Shoah salvarono la vita a donne e uomini di origine giudaica. I Giusti fra le nazioni sono ufficializzati e ricordati dallo Yad Vashem, il museo dell’Olocausto di Gerusalemme, e fra loro vi è anche un reggiano, il sacerdote cavriaghese Don Enzo Boni Baldoni. Nel museo milanese vi sono generosi ed eroi di tante cause, in un elenco in continuo aggiornamento. Presieduta dal sindaco di Milano in carica, l'associazione organizza ogni anno la cerimonia al giardino per onorare i Giusti in occasione del 6 marzo, Giornata europea dei Giusti. Il 14 marzo 2019, durante la riunione annuale, ha aggiunto al giardino virtuale l’albero dedicato alla “mamma italiana della casa sul monte”, come venne definita la Fioroni da un militare britannico.

La storia

È una storia davvero speciale, come quelle che solo il sanguinoso ’900 ha saputo regalare. Nata a Giandeto di Casina il 25 novembre 1900, Maria Bertolini diventa maestra in diverse scuole della montagna. A Costabona di Villa Minozzo incontra Prospero Fioroni, con cui si sposa. Decide di rimanere a vivere nella borgata, aiutando tutta la popolazione con corso popolare e gratuito per adulti. Arriva la guerra, Prospero viene arruolato, va in Grecia e lì muore. Maria rimane con sei figlie e la suocera, Dina, già anziana. In condizioni durissime, non si spaventa, anzi, si impegna nella solidarietà, spinta da una fortissima fede cristiana. Dal 1943 la sua casa di Costabona è sede informale di un comando inglese: «Nella casa vecchia di Costabona, fummo ricevuti da una vera mamma italiana, la signora Maria Bartolini, vedova Fioroni, di piccola statura ma con un cuore d’oro e un coraggio che solo poche persone hanno», la ricorda l’agente inglese Edward Fry. Non solo: da lei passano fuggiaschi, feriti, partigiani ed ebrei braccati. Fra loro, un altro testimone d’eccezione, Lazzaro Padoa, conosciutissimo docente reggiano. Di origine ebraica, scappa in montagna e proprio dalla Fioroni trova ospitalità assieme alla sua famiglia: il padre di Lazzaro, Dante, muore di infarto durante una retata nazista.

L’OMAGGIO

I rischi sono enormi, ma non fermano Maria: «Quella brava donna di Costabona, Maria Fioroni, non si è mai voltata dall’altra parte, non ha mai fatto compromessi dettati dal momento o dalle necessità. Una forza della natura. Acciaio temprato in un bagno di dolcezza», la ritrae Padoa. Finita la tempesta, rimane a Costabona, dove muore nel 1987, crescendo i suoi figli, fra cui il conosciuto cardiologo Stefano. La memoria non si è mai persa, per fortuna, sino all’ultimo omaggio milanese. —



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