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castelnovo, l’inaugurazione 

Opera di recupero degli orti dei frati ai piedi della Pietra

Opera di recupero degli orti dei frati ai piedi della Pietra

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Castelnovo Monti. Un momento molto partecipato nei giorni scorsi per l’inaugurazione dell’orto dei frati, area naturalistica sotto la Pietra di Bismantova, a due passi da piazzale Dante, dove è stata compiuta un’attenta operazione di valorizzazione naturalistica che permetterà una migliore fruizione di questo punto di grandissimo pregio paesaggistico e ambientale a famiglie ed escursionisti, all’ombra della rupe simbolo dell’Appennino.

L’inaugurazione ha visto gli interventi del sindaco Enrico Bini, l’sssessore Chiara Borghi, il presidente del Parco nazionale Domenico Turazza della Bonifica Emilia Centrale, Giuseppe Piacentini dei carabinieri forestali, e Marco Favali, che per la Bonifica è stato colui che ha seguito più direttamente il progetto. I lavori hanno visto una pulizia del sottobosco, la valorizzazione dei castagneti presenti in zona, migliorandone l’accessibilità, l’eliminazione di alcune specie vegetali alloctone e invasive, il miglioramento della sentieristica, la riqualificazione di strutture storiche in sasso: gli antichi terrazzamenti utilizzati come orti, costruiti dai frati dell’Eremo di Bismantova, una carbonaia che potrà essere utilizzata a scopi didattici. Bini e la Borghi hanno posto l’accento sull’importanza della Pietra e dei suoi dintorni non solo per il turismo, ma anche per la cultura e l’identità di Castelnovo, mentre Favali ha voluto ringraziare i proprietari privati che hanno concesso l’autorizzazione all’intervento: i terreni infatti sono di proprietà della parrocchia di Ginepreto e altri residenti di Casale.

«È prima di tutto un atto di cura, un’opera di manutenzione piuttosto che una classica opera pubblica – ha detto Giovanelli –. Non costruisce, non aggiunge, non occupa, ma al contrario libera, toglie, apre. Un intervento leggero e molto concreto già apprezzato da chi ha visto e frequentato il luogo. Il nome “Orti dei Benedettini” è evocativo. Richiama un’idea, una regola, “ora et labora”, un approccio alla cura e conduzione della terra e dei territori che è partita dall’Appennino italiano e ha lasciato un’impronta nel nostro paesaggio e nella nostra civiltà nel nome di San Benedetto da Norcia, non a caso patrono d’Europa. E a proposito d’Europa unita è giusto ricordare che l’intervento è finanziato con fondi europei». «Così come l’intervento in corso di recupero dell’Eremo e, negli anni scorsi, degli interventi di cura e controllo della vegetazione già effettuati lungo la strada provinciale, quello di riassetto e arredi del piazzale Dante, dal quale solo pochi anni fa non erano visibili il Cusna e il crinale. La nostra sfida – ha concluso – è far sì che questa azione di cura, recupero arredo e attrezzatura attorno alla Pietra serva a meglio conservare, e non a stravolgere, l’identità naturale e culturale della Pietra, patrimonio di tutti». —

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