Tariffa puntuale, ok da Atersir Rubiera è il primo Comune
Via libera dal Consiglio, l’esperienza è entrata a pieno ritmo da inizio anno I primi effetti: ogni cittadino produce 186 chilogrammi di rifiuti in meno l’anno
RUBIERA. Rubiera entra ufficialmente nel mondo della tariffa corrispettiva puntuale, la modalità di raccolta differenziata dei rifiuti che premia chi produce meno materiale. Parte della tariffa, infatti, verrà calcolata sul numero di conferimenti di rifiuti organici e indifferenziati.
È la prima esperienza reggiana in questo senso, partita a dicembre, entrata in piena operatività da inizio 2019 e ora suggellata dal via libera del consiglio reggiano di Atersir, l’Agenzia territoriale dell'Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti. L’assemblea ha approvato all’unanimità la tariffa corrispettiva puntuale del Comune di Rubiera per il 2019.
«Si tratta della prima esperienza a livello provinciale di questo nuovo sistema, che funge da sperimentazione per tutto il territorio provinciale. In base alle disposizioni regionali, infatti, tutti i Comuni attiveranno la misurazione puntuale dei rifiuti entro il 2020», sottolinea la coordinatrice del consiglio locale di Atersir Tania Tellini, sindaco di Cadelbosco. Questo primo passo dovrà essere seguito, visti i benefici economici registrati.
Ma quali sarebbero questi sgravi economici? «La Tarip (Tariffa corrispettivo puntuale) è “uscita” dal bilancio comunale, liberando in questo caso oltre 150 mila euro di Fondo crediti dubbia esigibilità che sono diventati utilizzabili per i servizi ai cittadini», fa presente il sindaco rubierese Emanuele Cavallaro. «Anche grazie a questo, il Comune di Rubiera ha potuto innalzare, poche settimane fa, la soglia di esenzione dell’addizionale comunale Irpef da 10 a 12mila euro, calando la pressione fiscale sulle fasce più deboli».
Le spese non vengono più determinate in anticipo in fase di bilancio, ma verranno calcolate strada facendo. L’ente pubblico non deve più accantonare preventivamente le risorse, i cittadini pagheranno una fattura e non più il vecchio modello F24. Le aziende potranno recuperare quindi anche il recupero dell’Iva al 10% sull’imposta.
Il percorso non è semplice, perché il cambio delle abitudini è molto pesante per i cittadini, chiamati ad usare molta attenzione. Ma per ora, sostiene l’amministrazione, i risultati valgono lo sforzo: dal 70% della differenziata, con il nuovo sistema si è passati «all’88,2%, ancora in aumento nel mese di febbraio. Significa che ogni rubierese produrrà circa 186 chili l’anno in meno di rifiuto indifferenziato».
Secondo questi dati, gran parte degli utenti rubieresi “centreranno” – o mancheranno di pochissimo – gli obiettivi delle cosiddette “vuotature minime”, conseguendo un risparmio sulla bolletta dei rifiuti. Le stime oggi parlano di un risparmio variabile – rispetto al 2018 - dal 6% al 9% per le famiglie, al posto di un aumento del 2% che sarebbe scattato senza il cambio di sistema tariffario. Una famiglia di due persone risparmierà 13.80 euro su 187 euro, una di 5 di 27.94 euro su 368 euro. — Adr.Ar.
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