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Via Turri, murati i primi tredici alloggi Ecco il bilancio della lotta al degrado

Ambra Prati
Via Turri, murati i primi tredici alloggi Ecco il bilancio della lotta al degrado

Controlli a tappeto di Polizia di Stato, Municipale e Ausl  Al setaccio appartamenti sfitti e cantine dal civico 23 al 47

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Nove appartamenti e quattro cantine “murati” (o meglio pannellati) grazie alla collaborazione e all’assenso dei proprietari, che hanno contribuito così a evitare che gli spazi sfitti fossero occupati abusivamente. È il primo bilancio dell’operazione “Porta a porta”, iniziata mesi fa per innalzare la sicurezza in via Turri, coordinata dalla polizia di Stato ed effettuata tramite il Tavolo interistituzionale che coinvolge polizia municipale, Comune, Ausl e amministratori condominiali.

LA MAPPATURA

Già nell’ottobre scorso polizia municipale e polizia di Stato, ora “vicini di casa” in via Turri con i rispettivi presidi, hanno iniziato a suonare ad ogni campanello, per verificare prima lo stato delle cantine e poi degli appartamenti, nel tratto che va dalla palazzina al civico 23 fino al civico 47. È la porzione considerata più a rischio, visti i recenti fatti di cronaca.

La verifica porta a porta – condizione necessaria per orientarsi nel caos alloggi della zona stazione – si è rivelata un compito titanico. «Molto impegnativo», l’ha definito la vicecomandante della Municipale, Mariella Francia.

«Un’attività mai tentata prima», ha fatto eco il capo di Gabinetto della questura, Domenico De Iesu. Quella “fetta” di palazzine conta 303 unità abitative: gli agenti hanno dovuto ripassare più volte, di mattina e di sera, per accertare proprietario, contratto d’affitto ed effettivi domiciliati.

Su 303 appartamenti, la lente d’ingrandimento si è ristretta su 65 situazioni irregolari, con un’ampia gamma di varianti: ad esempio una casistica “classica” è quella del contratto d’affitto intestato a uno straniero che però non vive lì da anni, mentre all’interno abitano altri stranieri senza residenza né domicilio. Oppure, tramite incroci con i dati del catasto, si è accertato che non c’era corrispondenza tra mappe e realtà. «In alcuni casi non abbiamo ancora individuato il titolare», ha ammesso il dirigente della questura. Insomma una giungla ingarbugliata.

L’ESITO

Una volta effettuato lo screening, ha proseguito De Iesu, «ci siamo focalizzati sugli appartamenti sfitti, oggetto da anni di segnalazioni dei cittadini. Per evitare che in questi spazi vuoti trovino rifugio senzatetto e balordi, abbiamo sollecitato i proprietari a chiudere con pannelli fissati al muro», con lo spauracchio di un’ammenda amministrativa di 500 euro. Come aveva preannunciato il questore Antonio Sbordone, è emersa una situazione meno critica del previsto. «Abbiamo coinvolto l’Ausl perché pensavamo di scoprire alloggi in precarie condizioni igienico-sanitarie, mentre non abbiamo registrato nemmeno un caso», ha proseguito Francia.

«Possiamo affermare che oggi via Turri, in quel tratto, è diventata come una qualsiasi altra strada cittadina: si torna alla normalità», ha azzardato Domenico De Iesu.

collaborazione

Polizia di Stato e Municipale hanno sottolineato che il risultato è stato raggiunto unendo le forze e grazie alla fattiva collaborazione degli intestatari di alloggi sfitti, visto che i pannelli installati finora sono scaturiti dalla volontarietà dei titolari, che si sono fatti avanti e hanno firmato la liberatoria.

«Siamo solo all’inizio dell’opera: le verifiche continueranno e coinvolgeranno l’intero quartiere della stazione», ha concluso De Iesu. —



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