Gazzetta di Reggio

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Automedica e infermieristica ecco come funzionano

Alessandro Cagossi

Di giorno 4 mezzi di soccorso intermedio e avanzato divisi tra Guastalla e Correggio Dalle 20 alle 7, un solo mezzo con un dottore a bordo per l’intera Bassa reggiana

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Dal primo aprile è entrata a pieno regime la riforma dei servizi di primo soccorso dei distretti ospedalieri di Guastalla e Correggio.

La riforma comporta una diversa dislocazione dei mezzi di soccorso intermedio (autoinfermieristica) e avanzato (automedica) che implica anche una riorganizzazione dei due centri di pronto soccorso della Bassa.

La riforma decolla dopo una lunga fase di concertazione, non senza polemiche, e un anno di fase transitoria.

GLI ATTORI COINVOLTI

L’Ausl di Reggio Emilia, promotore della riforma, ha voluto fin da subito coinvolgere le quattro principali organizzazioni di primo soccorso presenti sul territorio della Bassa reggiana: tre comitati di Croce Rossa (Guastalla, Correggio e Novellara), e la Croce Azzurra di Poviglio, Brescello e Boretto.

A questi soggetti spetterà fornire gli autisti dei mezzi di soccorso avanzato (sia volontari del soccorso, sia personale dipendente), mentre l’Ausl si occuperà di completare gli equipaggi con gli infermieri e i medici formati per offrire competenze di soccorso avanzato.

IL SERVIZIO DIURNO

Prevede la dislocazione di un’automedica e di un’autoinfermieristica in entrambi i punti di pronto soccorso (Guastalla e Correggio). Sono quindi quattro i mezzi di soccorso intermedio e avanzato disponibili durante il giorno.

In passato, nelle ore diurne c’erano solo due automediche disponibili a coprire le emergenze sanitarie critiche nel territorio della Bassa reggiana: una di stanza al pronto soccorso di Correggio, l’altra al pronto soccorso di Guastalla.

Con l’introduzione della riforma, si passa così da due a quattro mezzi in servizio nella Bassa regggiana.

IL SERVIZIO NOTTURNO

Dalle 20 alle 7 del mattino il servizio prevede una sola automedica. Per qualche mese prenderà formalmente servizio al pronto soccorso di Guastalla, da dove partirà provvisoriamente fino al suo distaccamento definitivo a Novellara, considerato il centro geografico di tutta la Bassa. Trattandosi di un territorio molto ampio, l’automedica sarà affiancata da due autoinfermieristiche: una al pronto soccorso di Guastalla e una a quello di Correggio. Sono quindi tre i mezzi notturni in pronta partenza.

IL RUOLO DEL 118

Come sempre, è la centrale operativa del 118 che, valutate le caratteristiche di ciascuna chiamata di soccorso, decide se debba intervenire la sola ambulanza nella quale operano i volontari oppure se, per supporto e collaborazione, sia necessaria l’attivazione dell’autoinfermieristica in caso di emergenze di media gravità, o dell’automedica per i codici rossi che riguardano i pazienti molto critici. Questo sistema che prevede la coesistenza di automediche e autoinfermieristiche è avviato da 5 anni a Reggio, all’arcispedale Santa Maria Nuova.

LE POLEMICHE

L’introduzione dell’autoinfermieristica ha suscitato polemiche da parte di chi ravvede un uso quantomeno controverso del personale infermieristico, potenzialmente chiamato ad operare in situazioni di emergenza in cui servirebbe un medico. Anche i sindacati avevano chiesto la sospensione del servizio, nell’interesse di operatori e cittadini». «Le preoccupazioni avanzate da altre sigle sindacali, in merito all’introduzione della auto infermieristica nella fascia notturna a Correggio, sono anche le nostre – ha detto di recente la Uil-Fpl per voce del segretario Mauro Chiarini –. L’azienda sostiene che la scelta si rende necessaria per evitare di sguarnire il pronto soccorso del medico, data la carenza di medici specialistici.Di fatto, l’Ausl pone tutti di fronte al dilemma: il medico lo tengo in pronto soccorso o lo metto in ambulanza?». —



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