Reggio Emilia, appartamenti murati in via Turri: M5s, Lega e Rec bocciano l’operazione Porta a Porta
Le opposizioni stroncano l’iniziativa del Comune e del Tavolo interistituzionale Ognibene: «Risultato modesto». Vinci: «Senza senso». Codeluppi: «Desolante»
REGGIO EMILIA. Piovono critiche da destra e sinistra, passando per il M5s sull’operazione “Porta a porta” decisa dal Tavolo interistituzionale, che ha setacciato e controllato appartamenti sfitti e cantine degli edifici dal civico 23 al 47 di via Turri. L’azione – condotta da polizia di Stato, Municipale e Ausl – ha portato con l’assenso dei proprietari a sbarrare con pannelli nove appartamenti e quattro cantine sfitte. Per il candidato sindaco del M5s, Rossella Ognibene «si tratta di un modesto bilancio di un’operazione annunciata in grande stile dal Comune per combattere il degrado in zona stazione. Una misura tampone che non risolve nulla».
L’esponente pentastellata sostiene inoltre che «dopo anni di abbandono e promesse mancate il Comune finge di interessarsi al quartiere, facendo ricorso a pannelli in legno che non saranno di ostacolo ad operazioni di sfondamento ipotizzabili nel giro di pochi giorni. Servono ben altre misure per ripristinare le condizioni minime di sicurezza e convivenza civile. Di interventi di facciata ne abbiamo viste a decine e non è mai cambiato nulla, anzi in alcuni casi la situazione è peggiorata. Occorre eliminare le cause del degrado e non limitarsi ad inseguire malamente gli effetti». Ognibene conclude che «per riportare la legalità occorrono controlli sistematici nei confronti dei proprietari che non rispettano la legge e delle persone che abitano negli appartamenti senza un titolo legittimo». Il M5s segnala infine «la situazione critica dei messi notificatori, a causa di una grave carenza di organico e a condizioni di lavoro difficili e che vi sarebbero stati diversi i casi di minacce e intimidazioni».
Per l’onorevole Gianluca Vinci della Lega invece «la muratura delle porte segna la fine di qualsiasi operazione di recupero della zona promessa dal Comune, scene che a Reggio non pensavo fosse possibile vedere». Per l’esponente del Carroccio «la soluzione è che il Comune acquisti gli alloggi vuoti e li riqualifichi destinandole a case popolari, per risolvere una doppia emergenza: il degrado e quella abitativa». Poi Vinci si chiede: «Come sono stati svuotati gli alloggi? E cosa accadrà se vi saranno perdite d’acqua ai piani superiori o problemi strutturali?» Per chiosare ancora: «Se il Comune vuol copiare la linea dura della Lega, almeno faccia cose sensate, non dei pericolosi scempi». Infine l’esponente della Lega chiede «se i proprietari saranno tenuti a pagare le spese condominiali e le tasse sugli immobili murati o se il Comune o il Pd li esenterà da ogni pagamento». Se sarà così, conclude, «molti cittadini urlando al degrado inizieranno a murare le proprie seconde case vuote per non pagare le tasse e ci troveremo in una città di ruderi».
Daniele Codeluppi candidato sindaco di Reggio Emilia in Comune (Rec) partendo dalle critiche all’intervento in via Compagnoni - Fenulli, sostiene opportuno «l’acquisto, oggi economicamente conveniente, di un numero cospicuo di appartamenti all’asta in via Turri per riqualificarli e assegnarli tramite Acer a giovani coppie, anziani e studenti universitari. Purtroppo invece la giunta Vecchi va da un'altra parte e preferisce murare gli alloggi vuoti aumentando la desolazione di quella zona e alienando di fatto un patrimonio immobiliare che potrebbe risolvere il disagio abitativo di tante persone». —
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