Gazzetta di Reggio

Reggio

Prima la lite, poi l’accoltellamento Denunciato un 19enne, ma lui nega

Elisa Pederzoli
Prima la lite, poi l’accoltellamento Denunciato un 19enne, ma lui nega

Operato il 23enne ferito al Circolo Kaleidos, che resta ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Reggio

3 MINUTI DI LETTURA







Ci sarebbe uno sguardo di troppo lanciato a una donna, dietro la brutale aggressione di lunedì sera al Circolo Arci Kaleidos. Ma sul movente, i carabinieri che stanno indagando sono cauti. L’unico dato certo, al momento, è che per la ferita che ha fatto finire all’ospedale in prognosi riservata un 23enne di Poviglio, padre di un bimbo piccolo, c’è un giovane denunciato: si tratta di E.C., 19 anni di Castelnovo Sotto. Ma le ragioni del grave episodio sono ancora tutte da mettere a fuoco. E lui, intanto, nega ogni addebito.

I FATTI

Sono le 19.30 circa di lunedì quando una tranquilla serata nella sala biliardo del bar del Circolo Kaleidos, in via Bologna, viene interrotta brutalmente. Al piano di sopra, è in corso una riunione dei soci. E due ore dopo, nell’adiacente Centro per il volontariato, è in programma uno dei primi appuntamenti della rassegna “Noi contro le mafie”, cui partecipano lo studioso Antonio Nicaso e il sindaco di Poviglio, Giammaria Manghi.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Poviglio, guidati dal maresciallo Francesco Vella, che ora assieme ai colleghi della compagnia di Guastalla stanno indagando sul caso, un giovane di 23 anni del posto, T.G., sta giocando a biliardo. Improvvisamente, il violento alterco con un altro ragazzo: è il 19enne di Castelnovo Sotto, un volto nuovo – stando alle testimonianze – per il Circolo. Parole ad alta voce, una zuffa. Poi, il più giovane se ne va prendendo la strada del parco. Mentre il 23enne si trascina verso il bar: «Aiuto, mi hanno accoltellato».

I SOCCORSI

Nel locale c’è gente. Chi era con il ragazzo prende il telefono e chiede aiuto al 118, mentre qualcuno si procura asciugami con i quali cerca di tamponare la ferita all’addome. Mentre la barista informa la dirigenza del circolo, che accorre. Il giovane intanto è a terra, si lamenta e perde in sensi.

Sono i volontari della vicina Croce Azzurra a intervenire nel giro di pochi minuti e a portare il giovane al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio. Mentre i carabinieri piombano sul posto e inizia una serrata caccia all’uomo, che parte dalle testimonianze raccolte sul posto da chi ha visto la lite.

DENUNCIATO

I militari arrivano a casa dell’indagato, poche ore dopo. Il giovane c’è e conferma che tra i due c’è stato un violento diverbio spiegandone le ragioni, ma nega di essere responsabile dell’accoltellamento. Come primo atto, però, per il 19enne scatta la denuncia che al momento è a piede libero, ma con un’accusa che è pesantissima: tentato omicidio.

All’appello, però, mancano l’arma utilizzata per accoltellare il 23enne. I carabinieri anche ieri mattina, con il maggiore Luigi Regni – che guida la compagnia di Guastalla – sono tornati al Kaleidos e hanno provato a cercare nella direzione in cui testimoni raccontano di aver visto l’indagato allontanarsi a piedi.

I militari passeranno sotto la lente anche le immagini registrate dalla telecamera di sorveglianza pubblica, installata davanti all’ingresso del Circolo.

IL FERITO

Intanto, il 23enne non appena giunto all’ospedale è stato sottoposto, nel cuore della notte, a un intervento chirurgico per quella ferita al basso ventre.

Ieri le sue condizioni risultavano stabili, ma la prognosi per i medici resta riservata, e il giovane è stato trattenuto in terapia intensiva, nel reparto di Chirurgia toracica. La moglie e i famigliari sono accorsi al suo capezzale. «Siamo sconvolti», si limita a dire la donna, che non vuole commentare una vicenda che ancora deve essere chiarita. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google