«Si è trascinato al bar per chiedere aiuto»
Gli amici gli hanno tamponato la ferita in attesa dei soccorsi Il presidente: «Qui al massimo furti, mai eventi del genere»
CARPINETI. «Eravamo di sopra per una riunione, perché stiamo organizzando un evento. È stata la barista a telefonarmi per avvertirmi che c’era stato un accoltellamento al bar: mi ha chiamato sul telefonino e sono subito corso giù. Quando sono sceso, ho visto questo ragazzo a terra, con delle altre persone addosso che, con degli asciugamani, gli tenevano la ferita».
Circolo Kaleidos. Il giorno dopo l’accoltellamento del 23enne, è l’ora della reazioni. E dello sgomento. Perché nell’area sportiva del Kelidos, frequentata a tutte le ore da gente di ogni età – dai ragazzini delle scuole agli anziani che giocano alla tombola, ai giovani – forse in qualche occasione hanno dovuto fare i conti con i furti. Non certo con gesti violenti di questo tipo.
«Il ragazzo inizialmente era cosciente, ma molto dolorante. Sono arrivati subito quelli della Croce Azzurra, e dopo le prime cure lo hanno portato all’ospedale di Reggio», va avanti il presidente Zanoni.
Non sanno niente, al circolo, dell’aggressore. E non risulta essere un giovane che frequenta queste sale.
«Dal bar non lo hanno visto arrivare, e a quell’ora non c’era tanta gente – prosegue il presidente –. Forse è arrivato da una porta laterale, ormai tenuta aperta per il caldo. La barista ci ha raccontato di aver sentito una discussione a voce alta, c’è stata una zuffa, ma di altro non si sono resi conto. Poi il giovane ferito si è trascinato verso il bar e ha chiesto aiuto, dicendo che lo avevano accoltellato, e da lì ci siamo subito tutti attivati».
Il presunto accoltellatore intanto si era allontanato, prendendo, secondo le testimonianze, la strada del parco che poi porta a un altro parcheggio. Al Kaleidos conoscono invece il giovane ferito, che è genero di un volontario che viene a dare una mano.
«Non è un frequentatore assiduo del Circolo, ma a volte si vede venire a giocare a biliardo. Un giovane tranquillo», dichiara ancora il presidente.
Ieri mattina, al Circolo di via Bologna c’era anche il presidente di “Poviglio Fiera”, che è l’ente proprietario dell’intero immobile, che poi è dato in gestione nelle sue varie parti.
«Qui magari ci sono stati problemi di furti, qualche tentativo... Ma un po’ come in tutta Italia credo – racconta Fabrizio Pasini –. Non abbiamo messo le telecamere, ma abbiamo allarmato le porte. Certo, qualche volta c’è stato qualche bisticcio, ci sono tanti giovani che frequentano i nostri spazi. Le presenze, inoltre, sono in aumento. Con il comandante Vella lo abbiamo detto che c’è bisogno di qualche controllo in più, di farsi vedere più spesso. Ma questo è un evento particolare – ammette infine –. Non è che puoi prevenire una cosa così». —
El.Pe.
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