Gazzetta di Reggio

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castelnovo monti, il processo 

Spaccio in Appennino i due giovani alla sbarra patteggiano la pena

T.S.

In ottobre avevano entrambi negato di essere dei pusher Segnalata in Prefettura una ventina di consumatori di droga

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CASTELNOVO MONTI. Si è chiusa con un doppio patteggiamento – in tribunale a Reggio Emilia – l’operazione antidroga dei carabinieri di San Polo che ha avuto nell’autunno scorso il nostro Appennino come epicentro.

Il giudice Dario De Luca ha avallato – ieri mattina– la pena concordata per il marocchino 33enne Zouhair Harrati (di Canossa) e il 27enne Daniel Fontanili (di Castelnovo Monti) dai rispettivi legali con il pm Isabella Chiesi.

PENE CONCORDATE

Il nordafricano, assistito dall'avvocato Giuseppe Caldarola, ha patteggiato due anni di reclusione e con pena non sospesa perché in continuazione con un altro reato. Il giovane, che ha collaborato con gli inquirenti favorendo il lavoro investigativo, si trova agli arresti domiciliari. «Come stai» era la domanda allusiva che veniva rivolta allo spacciatore per sapere se era possibile acquistare la droga. La risposta «Bene» corrispondeva alla disponibilità dello stupefacente, quindi il cliente poteva andare dal 33enne per concludere l'acquisto. La sua casa di Canossa era meta frequente di diversi giovani dell'Appennino, che poi hanno ammesso di aver acquistato droga in quell'abitazione. Una ventina, in tutto, gli acquirenti segnalati alla Prefettura. Parallelamente Fontanili – difeso dall'avvocato Davide Martinelli – ha invece patteggiato un anno e sei mesi (pena sospesa). Il 27enne è tornato libero dopo la revoca dei domiciliari avvenuta a inizio anno.

INTERROGATORI E BLITZ

Nell’udienza di convalida il marocchino aveva detto che, essendo un consumatore, comprava la marijuana da Fontanili e Jean Marc Crotti, descritti da Herrati come produttori di “maria” grazie alla coltivazione di piantine, ma anche organizzatori di rave party sull’Enza. Sempre in aula l’operaio di Castelnovo Monti aveva negato di essere uno spacciatore, aggiungendo di non essersi reso conto di aver commesso un reato, perché lui la marijuana la dava solo agli amici stretti. Durante la fase esecutiva dell’operazione i carabinieri di San Polo (coordinati dal pm Valentina Salvi) hanno perquisito – a Vezzano – pure l’abitazione del 44enne Jean Marc Crotti, ritenendolo legato al giro d’affari illeciti con Daniel Fontanili. E nella casa di questo terzo indagato – in giardino – sono stati scovati, con l’aiuto di un cane antidroga, oltre 400 grammi di hascisc. Da qui l’arresto in flagranza dell’operaio per spaccio di stupefacenti che successivamente – cioè nel novembre scorso – tutelato dall'avvocato Maurizio Attolini, è stato condannato per spaccio a un anno e quattro mesi di reclusione, oltre a una multa di 3.600 euro. —

T.S.

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