Sul sentiero Cai 608, nelle Valli raccolti 40 sacchi di spazzatura
NOVELLARA. Quaranta sacchetti di spazzatura. È il “bottino” della giornata di escursione e pulizia del sentiero Cai 608 “don Candido Bizzarri” che si estende nelle Valli di Novellara e Reggiolo. Giornata organizzata dal Club alpino italiano domenica scorsa, cui hanno partecipato 50 persone, e conclusa con un rinfresco conviviale. Il sentiero è nato due anni fa da una idea del Cai di Novellara, che ne cura anche la manutenzione. Per l’occasione, sono stati formati gruppi che, sacchetti alla mano, hanno pulito il sentiero su diversi itinerari. Oltre a essere un’encomiabile iniziativa civica, è stata anche un’occasione per godere appieno del risveglio della natura e delle sgargianti infiorescenze degli arbusti autoctoni. Fin dalla inaugurazione, il sentiero è molto frequentato da trekker, biker, gruppi organizzati e scolaresche che provengono anche da fuori regione. E’ lungo complessivamente 10 chilometri ed è di facile percorrenza. Le salite più impegnative del sentiero sono gli argini dei canali.
Giordano Lusuardi, reggente del Cai di Novellara chiosa ironicamente: «Posto ad un’altitudine tra i 16 e i 19 metri sopra il livello del mare, ha un dislivello totale di tre metri, concentrati soprattutto nel primo tratto; poi il resto è pianeggiante». Senza alcun dubbio è il percorso Cai più basso d’Italia.
Il primo tratto di sentiero è un rettilineo affiancato su entrambi i lati da arbusti di varietà autoctone. È un raro caso di “riconversione naturalistica” di un tratto di ex strada provinciale, la Novellara-Codisotto, in disuso da decenni. L’itinerario prevede una camminata tra casse di espansione, zone umide, filari di pioppeti, siepi, fossi, canali, l’imponente Cavo Fiuma, carrabili bianche, argini a prato, campi coltivati. Tanti gli animali, soprattutto uccelli, che hanno eletto le Valli a loro habitat. Lungo il percorso non mancano perle architettoniche come ponti secolari con pietra a vista e vecchie chiaviche. La più importante è la ben conservata “Ca’ dal vigliacc”, che fungeva da dogana ai tempi della navigazione fluviale, tipico edificio seicentesco del periodo gonzaghesco. Per valorizzare le Valli, il Cai ha proposto al Comune di farlo divenire un punto informativo della zona. A livello naturalistico, ci si può imbattere anche nella Viola Pumila – specie rarissima presente a quanto pare unicamente nelle Valli di Novellara e Reggiolo – che fiorisce proprio in questo periodo. —
Alessandro Cagossi
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