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Admo e Avis in cattedra i ragazzi del D’Arzo diventano donatori

Alessandro Zelioli

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MONTECCHIO. Sensibilizzazione al dono. Questo il tema che ha portato nelle scorse settimane i volontari Avis Val d’Enza e Admo Reggio Emilia tra i banchi dell’istituto superiore Silvio D’Arzo di Montecchio, per un’iniziativa che ha portato le classi quinte ad interrogarsi su temi diversi rispetto a quelli affrontati comunemente durante le lezioni curriculari.

Temi non secondari al percorso scolastico che hanno infatti raccolto l’interesse dei ragazzi, molto disponibili e recettivi ad ascoltare le esperienze dei volontari e a porre loro, domande sulle modalità di donazione poiché, come la statistica dice, ciascuno prima o poi farà esperienza in prima persona o tramite i propri cari del silenzioso “lavoro” dei donatori Avis e Admo.

Una testimonianza che mediante i toni alle volte anche scherzosi dei volontari e la distribuzione di gadget è riuscita a cogliere nel vivo l’animo degli studenti, molti dei quali hanno fatto richiesta per poter fare l’esame di idoneità alla donazione. L’Avis, per questo, ha aperto in via straordinaria la sede per tre lunedì mattina accogliendo gli aspiranti donatori alfine di accertarne l’idoneità.

Admo, approfittando della presenza di Avis, ha proposto ai ragazzi che volevano iscriversi al registro dei donatori, di raccogliere l’adesione attraverso il prelievo già effettuato.

A chi avesse ancora dei dubbi, infine, si è proposto un successivo prelievo di saliva mediante idoneo tampone, da effettuarsi in un secondo momento dai volontari Admo nella medesima scuola.

«L’esperienza ha dato i suoi frutti – rimarca il presidente della Sezione Avis “Zavaroni” di Montecchio, Marco Castagnetti, presente alle giornate – sia in termini di numeri che in termini di messaggio portato. Non possiamo non esserne soddisfatti. I giovani, sempre visti come generazione perduta, hanno dimostrato ancora più fortemente che il futuro passa da loro e che vogliono contribuire a migliorarlo partendo dalle piccole grandi azioni di gratuità».

Il tutto è stato reso possibile dal direttivo dell’istituto D’Arzo e in particolare dagli insegnanti di religione che hanno ceduto le loro ore curriculari al fine di offrire ai giovani l’opportunità di conoscere Avis e Admo che hanno raccolto in totale, circa 25 idoneità. —

Alessandro Zelioli

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