«Ci siamo tolti un gran peso Ora Marco è davvero in pace»
Anche Martina era a Roma per l’ultima udienza. «Ha avuto finalmente giustizia: i miei fratelli sono stati descritti come non sono»
quattro castella. «È come se la tensione si fosse sciolta. È come se ci fossimo tolti un peso dalle spalle. Finalmente mio fratello ha avuto giustizia».
Così Martina Montrucculi, sorella minore di Marco e Matteo, commenta la sentenza di Cassazione che ha confermato le condanne a chi ha fatto così tanto male alla sua famiglia, togliendo la vita a Marco.
«Per noi è vero che non cambia niente. Le nostre vite vanno avanti e purtroppo sempre senza di lui. Ma finalmente è andata via la paura di una sentenza in negativo. Adesso Marco è in pace. Abbiamo questa sensazione: che ora lui sia finalmente in pace», confida la giovane, con emozione.
All’UDIENZA
C’era anche lei con gli altri famigliari, martedì, a Roma ad attendere la sentenza di terza grado. Quella che il difensore dei due imputati, l’avvocato Carlo Taormina, ha tentato di rimandare. «Per fortuna, invece, c’era un giudice donna che invece ha detto che si doveva discutere». E così è stato.
«In questi anni, la cosa più dura è stata sentire descrivere i miei fratelli come le persone che non sono, come fossero quelli che avevano teso una trappola per fare del male a qualcuno: tutto questo non li rappresenta, sono parole che non voglio più sentire – dichiara la giovane –. I miei fratelli non sono mai stati coinvolti in risse o cose del genere. Guardate come è Marco nelle foto, guardate che faccia ha, il suo sorriso. Era una persona buona».
Non è stato facile essere presente a questa nuova, e ultima, udienza. «È una ferita che si riapre ogni volta, ma volevo esserci a tutti i costi, assieme a tutta la mia famiglia. Inoltre, temevano di trovarci di nuovo davanti i due imputati: per fortuna non c’erano, non sono venuti, forse pensando che ci sarebbe stato il rinvio – racconta –. Rivivere tutto fa tremare, è difficile. Ma questa volta finalmente è tutto finito. Stanotte (ieri, ndr) siamo finalmente riusciti a dormire più sereni. Giustizia è stata fatta per Marco». —
El.Pe.
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