ItalCuscinetti, licenziato il delegato sindacale
Per l’azienda è un provvedimento disciplinare per irregolare utilizzo della legge 104. Per gli operai è un attacco premeditato
RUBIERA. Un licenziamento che fa discutere. L’accusa di «un attacco premeditato» e la replica di aver agito «nel pieno rispetto delle norme».
Sono giorni di tensione fra la Filcams, la sigla del terziario della Cgil, e la ItalCuscinetti, storica azienda rubierese specializzata nella produzione e distribuzione di cuscinetti e di componentistica industriale. Al centro del contendere, il licenziamento di Mirco Gilioli, un operaio della ditta da oltre quindici anni rappresentante sindacale di ItalCuscinetti e da parecchio tempo delegato del direttivo Filcams provinciale.
Il provvedimento è stato formalizzato dopo una contestazione sull’utilizzo irregolare dei permessi garantiti dalla legge 104, a tutela a persone con disabilità e malattie invalidanti.
«Crediamo sia un palese attacco, premeditato dall’azienda, al nostro rappresentante sindacale e all’organizzazione sindacale tutta poiché l’azienda ha messo in atto, a nostro avviso, tutta una serie di procedure che paiono pensate ad hoc», accusa il sindacato. Di quali procedure si parla? Della «richiesta di programmazione dell’utilizzo dei permessi, che ci risulta non avrebbe mai chiesto in precedenza ad altri dipendenti; inoltre si presume che l’azienda abbia fatto seguire il rappresentante sindacale e che ci sia stata la volontà di costruire questo licenziamento».
Questa mattina alle 10.30 ci sarà una protesta pubblica, con una conferenza stampa, un presidio dei lavoratori e l’assemblea generale della Filcams convocate davanti ai cancelli della sede di via Caponnetto 15.
E l’azienda cosa dice? «Italcuscinetti, valutati i fatti e gli elementi portati alla sua conoscenza, ha ritenuto di agire in via disciplinare nei confronti del dipendente signor Mirco Gilioli, valutato il comportamento dallo stesso tenuto non conforme alle norme di legge e ai doveri di corretta esecuzione del rapporto di lavoro», è la replica. Per l’impresa rubierese, «la procedura disciplinare è stata condotta nel pieno rispetto delle norme che ne presiedono l’andamento e ha previsto anche momenti di confronto con il lavoratore e il sindacato».
Al termine «della procedura regolarmente espletata, il datore di lavoro ha ritenuto di adottare la sanzione espulsiva, reputando le condotte tenute dal signor Gilioli non conformi alle disposizioni di legge e ai doveri contrattuali». —
Adriano Arati
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
