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Estese anche in Val d’Enza le ricerche di Sergio Incerti

Ambra Prati
Sergio Incerti
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Sergio Incerti

Il 79enne di Reggio Emilia è andato dal medico e non è più tornato a casa. Il figlio: «Se avete trovato la bicicletta fateci sapere dove, potrebbe essere utile»

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MONTECCHIO. Si sono spostante in Val d’Enza le ricerche di Sergio Incerti, il 79enne di Reggio del quale non si hanno più notizie da venerdì della settimana scorsa. E alle ricerche ieri, nonostante la pioggia incessante, ha collaborato un nutrito numero di volontari: cacciatori che hanno messo a disposizione tempo e conoscenza di sentieri in zona Enza che in collaborazione con i vigili del fuoco, sino alle 13, hanno scandagliato tutta la zona. Per ora senza trovare tracce.

«Ora il terrore è non trovare più mio padre» sono le parole del figlio dell’anziano, Luca. Della vicenda si è occupata anche la trasmissione “Chi l’ha visto?” su Rai3. «Mio padre aveva con sé appena 25 euro, né bancomat né carte di credito e non voleva portare il cellulare: speriamo di trovarlo, è più difficile non sapere dov’è e vivere nell’incertezza piuttosto che sapere anche una brutta notizia». Fin’ora sono stati usati gli elicotteri nelle ricerche, ieri anche i droni: i vigili del fuoco stanno battendo il territorio.

Sergio Incerti, ha spiegato il figlio, si muoveva pochissimo da casa: con problemi di memoria a breve, aveva avuto due episodi in cui aveva smarrito la via di casa, ma in entrambi i casi aveva trovato dei passanti gentili che l’avevano aiutato. Quel venerdì si era recato dalla dottoressa, senza essere accompagnato dalla moglie come faceva di solito: una volta uscito dallo studio medico è sparito.

Un testimone ha detto di averlo visto in bici verso via Compagnoni (la strada di casa); le telecamere di un bar in via Teggi lo hanno ripreso quello stesso giorno tra Corte Tegge e Codemondo, in direzione Cavriago. Poi più nulla, ha spiegato il figlio: «Ci sono state diverse segnalazioni, come una ragazza che avrebbe visto quel venerdì alle 19.30 un anziano in difficoltà in via Samoggia, ma la testimone non ricorda com’era vestito né altri particolari ed ulteriori segnalazioni vengono ritenute non fondate». «Io penso fin dal primo minuto che mio papà non poteva non tornare a casa la sera. Purtroppo in queste situazioni pensieri di tutti i generi si accavallano: si va dall’ipotesi che lui possa aver perso la memoria e stia girovagando a vuoto al fatto che sia stato avvicinato da qualcuno che possa aver approfittato della sua debolezza, dal malore ad una caduta in bici – ha spiegato il figlio unico Luca – Quello che mi lascia perplesso è che non si trovi la sua bicicletta: lui ha problemi a camminare». È una bici da donna bassa color grigio metallizzato quasi bianco, con un cestino di vimini bianco davanti e un portapacchi dietro, nonché doppia canna. «Se qualcuno ha vista quella bici, anche abbandonata, per favore chiami il 112 o 115. Se qualcuno si è appropriato della bici può chiamare anche in forma anonima e riferire dove l’ha rinvenuta: solo così si potrà circoscrivere un’area. Altrimenti è come cercare un ago in un pagliaio». —

Amb.P.

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