«Mi hanno trattato come se fossi uno scarto Sono amareggiato»
RUBIERA. «All’inizio credevo di essere arrabbiato per quello che è successo, ma mi sono accorto di essere so lo amareggiato e sopratutto molto deluso dal comportamento dell’azienda».
A parlare, commosso, è Mirco Gilioli, licenziato la scorsa settimana, dopo 16 anni di lavoro all’Italcuscinetti di Rubiera: ieri mattina c’era anche lui, contornato da colleghi e sindacalisti, al presidio davanti all’azienda di via Caponnetto.
Le motivazioni del suo licenziamento – secondo l’azienda – sarebbero da attribuire ad un indebito uso della legge 104 da parte di Gilioli. Ma il lavoratore e il sindacato non ci stanno e forniscono una diversa interpretazione dell’accaduto. Per questo, ieri, è scattata la protesta.
LA LETTERA
Gilioli faceva fatica a trattenere le lacrime quando, ieri mattina, il sindacato si è presentato in protesta davanti la sede di via Caponnetto a Rubiera per lui e la sua vicenda.
«Mi hanno trattato come uno scarto – ha scritto in una lettera in cui ha deciso di raccontare la sua delicata situazione – e come un rifiuto di cui sbarazzarsi e non come una persona con una famiglia da mantenere, con due figli, di cui uno disabile». «Chiedo alla proprietà di ripensare a ciò che ha fatto e di ritornare sui propri passi perché nemmeno un criminale merita un tale disprezzo come quello che è stato utilizzato nei miei confronti» scrive infine nella missiva il lavoratore che ora si trova senza un lavoro e una battaglia sindacale da affrontare. —
L.G.M.
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