No dal Consiglio di Stato alla sospensiva per Valli
FABBRICO. Dopo la sentenza avversa del Tar, anche il Consiglio di Stato ha negato la sospensiva alla società Valli Spa, rispetto all’ordinanza emessa da Arpae per la bonifica dei capannoni e delle aree adiacenti a via Righetti dove sono stati accatastati, e dove tutt’ora sono sotto sequestro, i gessi di defecazione che le indagini dei carabinieri forestali hanno stabilito essere contaminati da sostanze pericolosa.
La società bresciana che produce fertilizzanti si era rivolta infatti anche al Consiglio di Stato per chiedere lostop all’ordinanza.
Già nel ricorso al Tar, la Valli aveva sostenuto che non si possa stabilire che l’autore della contaminazione sia la Valli stessa. Contestando il fatto che Arpae non avrebbe preso in considerazione la perizia dell’incaricato del giudice, che è stata di segno molto diverso dalle indagini portate avanti ai forestali nell’inchiesta penale che vede un indagato nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani.
La Valli Spa aveva vinto nel ricorso formulato contro il Comune di Fabbrico, ma soprattutto perché era stato accertato dai giudici amministrativi che l’amministrazione comunale non era l’ente titolare a fare l’ordinanza. Lo è invece l’Arpae, che infatti nel dicembre scorso ha emesso l’ordinanza che ora viene contestata.
Per l’Agenzia territoriale è attendibile che ci sia correlazione tra l’attività della Valli presente in quel sito e i superamenti delle sostanze nocive sotto accusa. Il provvedimento indicava il termine di novanta giorni per provvedere alla bonifica dei capannoni e dei terreni di via Righetta, dove sono accatastati i gessi che venivano usati negli spandimenti nei terreni agricoli. —
El.Pe.
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