La “Cena al fresco” dentro il carcere di Reggio fa il pieno di invitati
REGGIO EMILIA. La cucina stellata e lo stare a tavola possono abbattere muri e creare relazioni. È ciò che è accaduto con l’iniziativa di solidarietà e inclusione sociale “Cena al fresco”, che si è svolta all’interno dell’istituto penitenziario di via Settembrini.
Lo chef stellato Luca Marchini ha cucinato e preparato insieme ai detenuti i piatti per i 420 ospiti dell’istituto e per i 130 invitati, che hanno cenato e condiviso con i detenuti quell’occasione unica di conoscenza e di dialogo.
Il ricavato della cena contribuirà a coprire parte dei costi per la ristrutturazione della cucina del carcere e consentirà il recupero dell’area riservata all’accoglienza bimbi. Lo spazio interno dove avvengono i colloqui con i genitori detenuti. L’appuntamento a tavola è stato anche l’occasione per andare oltre ai pregiudizi e conoscere ciò che accade al di là del muro.
La serata è iniziata con una visita ad alcuni luoghi del carcere, in particolare quelli riservati al lavoro, e con un dialogo insieme ad alcuni detenuti che stanno seguendo percorsi di rieducazione, come chi lavora nella falegnameria gestita dalla cooperativa L’Ovile. La visita al carcere era organizzata da Comune di Reggio, Reggio Città senza barriere, in collaborazione con la direzione degli Istituti penitenziari e con il Consorzio Oscar Romero. Tra gli animatori della serata lo stilita Antonio Marras che, in collaborazione con Tonino Serra e Modateca Deanna, ha cercato di far sparire per una notte le mura del carcere. —
R.F.
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