Le perizie sulla morte di Carletto scagionano il farmaco per la cura
SAN MARTINO IN RIO. Il decesso del piccolo Carlo Russo non è attribuibile all’abuso del Propofol, il farmaco somministrato per le cure. Questo l’unico punto fermo della perizia voluta dal giudice monocratico Sarah Iusto per far luce sul caso del bimbo di 2 anni deceduto il 27 agosto del 2015 dopo aver ingerito accidentalmente, tre giorni prima, del detersivo trovato sul bancone del bar dei genitori, il “Black & White” di via dell’Artigianato. Per il resto ieri in aula i due consulenti del tribunale – il medico legale Matteo Tudini e il dottor Gerardo Martinelli di Bologna – sono stati ascoltati e controinterrogati per oltre tre ore, con numerose contestazioni da parte dei legali e momenti di tensione: i nonni materni, presenti insieme al papà, sono stati allontanati per aver rumoreggiato all’indirizzo dei luminari, quando questi ultimi hanno definito le cure ospedaliere «adeguate» ed il decesso «imprevedibile». Per questa complessa vicenda sono a giudizio la madre Giusy (all’anagrafe Maria) Cataldo, nella duplice veste di imputata per l’omessa custodia e concorso in omicidio colposo (come imputata è difesa dall’avvocato Alessandro Conti, come parte civile dal legale Alessandro Carrara) e quattro medici della Rianimazione del Santa Maria (Manuela Salsi, Roberto Martini, Rossana Buono e Claudia Barbieri), accusati di omicidio colposo (difesi dagli avvocati Franco Mazza e Roberto Bassi). Si sono costituiti parte civile la nonna materna Filippa Cataldo e lo zio Gianluca Salvatore Cataldo (avvocato Nicola Gualdi) e il nonno Giuseppe Cataldo (avvocato Nicola Tria).
«La perizia è stata fondamentale – dice Bassi – . Non è vero quello che aveva sostenuto il consulente del pm (che il bimbo sarebbe morto per il Propofol). Secondo i periti la morte del bimbo è stata causata da una sindrome infiammatoria da risposta immunitaria dovuta l’ingestione della soda caustica. In più i periti hanno dimostrato che l’ospedale ha fatto tutto il possibile». Non dello stesso avviso l’avvocato Carrara: «La perizia sgombra il campo dal Propofol, tuttavia non identifica la causa del decesso». Se ne riparlerà il 28 giugno, quando continuerà al sfilata dei consulenti di parte. —
Am.P.
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