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Polizia municipale: licenziati Fabbiani, Pallai e Caggiati

Mauro Grasselli
Polizia municipale: licenziati Fabbiani, Pallai e Caggiati

L’Unione Comuni Val d’Enza: «Un provvedimento pesante e doloroso, commisurato alla gravità dei fatti»

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MONTECCHIO. Licenziati. Tutt’e tre. In attesa degli sviluppi giudiziari, l’Unione dei Comuni della Val d’Enza hanno deciso per l’allontanamento dell’ex vicecomandante della polizia municipale Tito Fabbiani; di Annalisa Pallai, agente della municipale e compagna di Fabbiani; di Cristina Caggiati, comandante.

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Sotto accusa la loro condotta all’interno del comando della Municipale Val d’Enza. Fabbiani è accusato di concussione, abuso d’ufficio, peculato, omessa denuncia, truffa aggravata ai danni dello Stato e mobbing. La coppia è accusata di aver usato il comando dei vigili per scopi privati (era soprannominato ironicamente “casa Fabbiani”). Al centro dell’inchiesta c’è anche l’acquisto di un suv che, sempre secondo l’accusa, Fabbiani e Pallai avrebbero utilizzato per ragioni personali e famigliari. È proprio in relazione all’acquisto di questo automezzo – una Mazda Cx3 pagata oltre 20 mila euro dai Comuni dell’Unione – che in seguito è finita nei guai anche la comandante Cristina Caggiati, indagata per abuso d’ufficio in concorso, oltre che per omessa denuncia. Nei giorni successivi, nei suoi confronti, è stata decisa la sospensione dal ruolo di comandante. Il sostituto procuratore Valentina Salvi ha recentemente chiesto per tutti e tre il giudizio immediato.

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La vicenda è emersa nell’estate 2018 con gli arresti domiciliari, chiesti dalla Procura ed eseguiti dai carabinieri, con l’ok del gip, per Fabbiani (poi tornato libero) e la sospensione per sei mesi della Pallai.

Ieri i sindaci della Val d’Enza, tramite l’attuale presidente Paolo Burani, hanno reso noto il licenziamento di Tito Fabbiani, Annalisa Pallai e Cristina Caggiati. «Durante le indagini, gli uffici dell’Unione hanno garantito alle forze dell’ordine e alla magistratura la collaborazione necessaria a reperire informazioni, documenti ed atti. Lo scorso dicembre, mentre erano sospesi dal servizio, è pervenuta dalla Procura la richiesta di rinvio a giudizio per i tre dipendenti. Il processo avrà inizio a fine maggio».

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I sindaci «confermano e ribadiscono la volontà di costituirsi parte civile per il danno di immagine e credibilità portato ai Comuni della Val d’Enza e al Corpo di polizia municipale». Nel frattempo si è concluso «l’iter disciplinare, condotto dall’Ufficio associato per la prevenzione e la risoluzione delle patologie del rapporto di lavoro, incaricato dall’Unione di svolgere gli approfondimenti necessari e di redigere gli atti di natura disciplinare, applicando le necessarie sanzioni ove previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro». L’esito dell’istruttoria «comporta il licenziamento senza preavviso di tutti e tre i dipendenti. Si tratta di un provvedimento pesante e doloroso, commisurato alla gravità dei fatti, che continuano a destare rammarico e sconcerto». —


 

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