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«Ora bisogna andare a Reggio anche per semplici tracciati»

«Ora bisogna andare a Reggio anche per semplici tracciati»

La denuncia arriva da Emiliano Pedrini, noto operatore turistico di Succiso Bini: «Disagi per effettuare esami di routine del periodo pre e post-parto»

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CASTELNOVO MONTI. Si continua a parlare dei servizi legati alla gestazione e al parto in Appennino, e un dibattito acceso è nato attorno all’intervento di Emiliano Pedrini, operatore turistico di Succiso molto conosciuto, che ha raccontato su Facebook le peripezie della sorella incinta con un post molto critico verso la Regione: «Nella recente visita in Appennino di sua Maestà il Presidente Bonaccini – si legge – così minuziosamente organizzata dai suoi soldatini, il Presidente ha parlato di una sanità di eccellenza in Emilia Romagna. Argomento che poteva evitare considerato lo smantellamento che sta subendo il nostro ospedale, che ha visto, tra gli altri servizi soppressi, la chiusura del punto nascite. Ma addirittura anche per un semplice tracciato e una ecografia mia sorella, quasi al settimo mese, è stata mandata all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia per ben due volte in una settimana. Ma questi sono esami di routine non certo particolari».

Un post al quale ha risposto anche il comitato “Salviamo le Cicogne”: «Tutta la nostra solidarietà alla sorella di Emiliano e a tutte le donne gravide della montagna che per soddisfare l’ego del maschio alfa al potere in Emilia Romagna sono costrette all’assurdo e al pericolo nel momento più intenso della propria vita. Non è necessario aspettare la giustizia divina per porre rimedio a questo scandalo. Possono bastare i voti, come ricorda anche Emiliano».

Anche il sindaco di Castelnovo Enrico Bini ha commentato la vicenda, sottolineando che «ci troviamo davanti all’evidente presenza di un problema».

«Ci sembrano disattese le garanzie fornite dopo la chiusura del punto nascite – ha aggiunto il primo cittadino –. Delle possibilità di riapertura del servizio all’ospedale Sant’Anna si sta discutendo su più tavoli, da quello locale, al regionale, fino al Ministero e alla Conferenza delle Aree Interne, e vedremo come si svilupperà questo dibattito che oggi, molto più di qualche mese fa, vede aumentare le posizioni possibiliste. Ma queste segnalazioni dei cittadini riguardano un contesto diverso e altrettanto importante – ha precisato – l’Ausl aveva garantito che la chiusura del punto nascite di Castelnovo Monti avrebbe comportato la necessità del trasferimento al Santa Maria Nuova di Reggio esclusivamente per il periodo del travaglio e del parto, ma in realtà attualmente si riscontrano disagi per effettuare anche esami di routine del periodo pre e post parto, come un semplice tracciato. I servizi che garantiscono una gestazione serena e agevole alle donne della montagna devono rimanere, ed essere ripristinati se per qualche motivo che non comprendiamo sono stati sospesi. Stesso discorso dovrebbe valere per il servizio di reperibilità ginecologica notturna, che peraltro sul nostro territorio ha una grande importanza non solo per le gestanti». —

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