Gazzetta di Reggio

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IL NODO DELLE FIERE 

Terminal One lancia l’ultimatum «Una nuova asta entro il 24 maggio»

Roberto Fontanili
Terminal One lancia l’ultimatum «Una nuova asta entro il 24 maggio»

Guido Prati, presidente della cordata, non si arrende «Qualcuno si presenterà con un’offerta irrevocabile» 

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«Alla prossima asta ci sarà qualcuno che parteciperà con un’offerta irrevocabile cauzionata». Gianni Prati, il presidente di Terminal One, la società che fino al 31 dicembre gestisce l’ente Fiera e che ha manifestato più volte interesse ad acquisire il complesso immobiliare, rompe gli indugi. Terminal One vuole chiudere in tempi brevi, cioè prima delle elezioni amministrative, ma a un prezzo inferiore agli attuali 8 milioni richiesti. All’indomani dell’ultima asta andata deserta (come le tre volte precedenti) l’assemblea dei soci di Terminal One ha avanzato «la propria disponibilità a sottoporre agli organi della procedura le valutazioni realizzate da una società di consulenza internazionale sulla base degli attuali valori di mercato», a fare un’offerta irrevocabile cauzionata e ad “avviare un tavolo di confronto con Comune e Provincia per garantire che lo sviluppo delle attività sia in linea con l’interesse del territorio, oltre a quello degli imprenditori che hanno investito e rischiato i capitali».

Terminal One propone di fare una nuova asta aperta a tutti entro il 24 maggio. «Le elezioni – spiega Prati – per noi non sono un ostacolo. Da parte nostra non c’è stata alcuna intenzione o richiesta di modificare le attuali destinazioni d’uso che sono quelle per comparto fieristico, sala riunioni e piccoli eventi. Ed è quello che stiamo facendo e continueremo a fare, sviluppandoli».

Il nodo è che l’offerta dovrà essere inferiore agli 8 milioni, prezzo minimo dell’ultima asta. Cifra che per Terminal One è fuori mercato. «L’unico criterio accettato oggi dal mercato per la valutazione di immobili è ormai solo quello del rendimento. Come in altre procedure concorsuali, il criterio di valutazione “costo al metro quadro” si rivela fuorviante e disallineato al mercato. Inoltre il settore delle Fiere è in fase di trasformazione e ristrutturazione specialmente in Italia», sostiene la società.

Gli 8 milioni, però, sono il valore al di sotto del quale il commissario giudiziario Tiziana Volta e il commissario liquidatore Aspro Mondadori non vogliono scendere e su questo hanno chiesto il parere del Comitato creditori di Fiere Reggio. «Abbiamo fatto fare una valutazione – aggiunge Prati – da un professionista reggiano e da una società di consulenze internazionali e quella del professionista reggiano era la più alta. Faremo un’offerta superiore a entrambe le perizie».

Nonostante i tempi lunghi della trattativa i soci di Terminal One non hanno mai pensato di rinunciare. «Ai 15 soci iniziali si è aggiunto Matteo Manghi della Tecnoimmobiliare srl e confidiamo – spiega il presidente di Terminal One – nel giro di poco tempo di arrivare a 20 soci investitori, non tutti necessariamente reggiani».

Due le ragioni della fretta di Terminal One: non continuare a essere solo i gestori in perdita della struttura e la necessità di programmare e rilanciare l’attività.

«Il nostro – chiosa il presidente di Terminal One – è un segnale di forte disponibilità da parte di chi gestisce da due anni in perdita una struttura, che oggi presenta un quadro di continua emergenza per quanto riguarda edifici, reti idriche e altro. La previsione è quella di dover investire 5-6 milioni di euro, a cui si aggiungono Imu e costi di gestione».

La seconda è quella di poter programmare l’attività fieristica. «Il 2019 – sostiene – sarà più difficile dell’anno precedente. Non abbiamo eventi nuovi e senza una programmazione almeno triennale, qualche evento lo perderemo».

Tornando alla trattativa, «auspichiamo – conclude Prati – che le nostre proposte siano colte, altrimenti ne prenderemo atto e faremo le dovute valutazioni sulla prosecuzione del nostro impegno». —





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