Gazzetta di Reggio

Reggio

«Via le mele marce I commercialisti scelgano la legalità»

Luca Giuseppe Murrone

Il presidente dell’Ordine protagonista al Festival Baldini: «Non si casca nelle mafie, ci si vuole andare»

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REGGIO EMILIA. Un festival della legalità “Noicontrolemafie” che ha parlato ai giovani, rendendo parte attiva di questo percorso di formazione anche le associazioni di categoria, le cooperative e anche l’ordine dei commercialisti reggiani. Proprio per l’ordine dei commercialisti, in un incontro tenuto ieri all’Hotel Mercure Astoria di Reggio, dal titolo “Professionisti e Imprenditori. Il ruolo del consulente a tutela della legalità” è intervenuto il presidente Corrado Baldini che, insieme agli altri relatori – il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, il professore e direttore scientifico del festival, Antonio Nicaso, e il commercialista Riccardo Moratti – ha parlato agli studenti di cinque scuole reggiane, dell’importanza di fare le scelte giuste per essere veri protagonisti del domani. A condurre l’incontro della mattinata è stato il giornalista della Rai, Giuseppe Laganà, che ha interloquito con i relatori.

A far bene il punto della situazione del nostro territorio è stato il presidente Baldini: «All’interno di questo sistema economico territoriale, il commercialista riveste un ruolo di anello di congiunzione». Baldini, oltre ad aggregarsi al consiglio unanime degli altri relatori, ha parlato di scelte da fare anche nel campo professionale dicendo: «Una scelta importante che i commercialisti devono fare è quella di scegliere la legalità. L’illegalità ha un costo, è una scorciatoia che non dobbiamo assolutamente considerare. Dobbiamo essere consapevoli di ciò che facciamo. Non si casca nelle mafie,ci si vuole andare. Si deve intervenire eliminando le mele marce dal sistema». Il lavoro dei professionisti reggiani è stato elogiato da Gratteri e Nicaso.

Proprio il dottor Gratteri, ascoltando il discorso del commercialista reggiano Roberto Moratti che ha segnalato, nel corso della sua carriera, ben 8 vicende di illegalità nel territorio, ha detto: «È da ammirare il lavoro di questi professionisti. È un modello da seguire in tutto il mondo. Se Moratti vivesse in Calabria, a quest’ora gli avrebbero già tagliato la testa».

Moratti, inoltre, ha parlato di come il processo Aemilia ha fatto perdere la nomea di questo territorio di “isola felice”: «Quando mi sono accorto di presenza di illegalità, anche grazie al lavoro della magistratura durante il processo Aemilia, mi sono reso conto che Reggio non è più un’isola felice».

Alla domanda di come Reggio può tornare a essere “isola felice” i commercialisti hanno risposto così: «Grazie a questo lavoro che portiamo avanti, con consapevolezza e impegno, facendo le giuste scelte di campo». —

Luca Giuseppe Murrone

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