Gazzetta di Reggio

Reggio

Pungono le associazioni antimafia 

«Delitti, perché Reggio non è parte civile?»

«Delitti, perché Reggio non è parte civile?»

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REGGIO EMILIA. Che non sia un processo facile lo si è capito nell’udienza tenutasi venerdì e rivelatasi piuttosto battagliata anche se siamo solo alle battute iniziali – in Assise – del processo che intende far luce su due omicidi in odore di ’ndrangheta di 27 anni fa e riguardanti il 33enne Nicola Vasapollo (freddato in casa a Reggio Emilia) e il 35enne Giuseppe Ruggiero (ammazzato a Brescello da un commando di finti carabinieri).

Molto contrastata dai difensori dei quattro imputati la costituzione di parte civile del Comune di Brescello e dell’associazione antimafia Libera (comunque confermata dalla Corte). Invece nessun parente delle due vittime si è fatto avanti. Ma non solo, come rimarcano Libera Reggio Emilia, il movimento Agende Rosse “Rita Atria” di Reggio Emilia e provincia e il Movimento Agende Rosse “Mauro Rostagno” di Modena: «Non comprendiamo come mai il Comune di Reggio Emilia non si sia costituito parte civile dal momento che il delitto di Vasapollo è avvenuto sul territorio comunale e precisamente a Pieve Modolena. Come associazioni antimafia – polemizzano – siamo stupiti e rammaricati della mancata costituzione a parte civile del Comune di Reggio Emilia e attendiamo di sapere le ragioni di questa scelta». —

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