Il prefetto «Irregolarità emerse a luglio 2018»
reggio emilia. A far scattare la segnalazione che ha fatto partire le indagini della Mobile è stata la stessa “vittima” del furto: la prefettura di Reggio Emilia che, a fronte della sparizione di alcuni timbri, si è poi accorta di come gli stessi timbri fossero utilizzati da qualcuno per vidimare dei documenti.
«Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti della polizia giudiziaria – ha dichiarato ieri il prefetto Maria Grazia Forte – ma il fatto ci conferma che dobbiamo mantenere alta l’attenzione. Non vorrei comunque che si generalizzasse, anche se si tratta di situazioni di illiceità che purtroppo possono accadere». Delle irregolarità, prosegue il prefetto, «se ne è accorto un dipendente che ha subito segnalato il caso. Quello che abbiamo accertato è che in almeno un documento c’era un timbro che non coincideva con i nostri utilizzati in quel periodo, luglio 2018: era cambiato il nome del funzionario». Su chi abbia commesso il furto, e come, non vi è invece alcuna certezza: «Potrebbe esser stato qualcuno passato nella stanza per attendere dei documenti, sarà compito della polizia accertarlo». —
L.G.
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