Gli studenti nell’ultimo numero di Reggio Storia
Hanno raccontato gli interventi di riqualificazione urbana. Nella pubblicazione non mancano i saggi di esperti e storici
Non ci sono solto i soliti attempati studiosi fra gli autori del numero 162 della rivista trimestrale Reggio Storia, presentato sabato mattina all’Hotel Posta da Angela Chiapponi, coordinatrice della redazione, e dal direttore responsabile Fabio Cocconcelli. Vi compaiono anche gli studenti delle superiori protagonisti del progetto di alternanza scuola-lavoro “MappaRe”, condotto in collaborazione con l’Ufficio di rigenerazione e qualità urbana del Comune di Reggio nell’ambito del nuovo Piano del colore, finalizzato principalmente a finanziare il recupero delle facciate degli edifici storici di proprietà privata. Il progetto ne ha coinvolti 260 di nove scuole.
IL NUMERO
La rivista pubblica le relazioni di quattro classi. La V C del Secchi illustra la sua esperienza di rilevazione fotografica e schedatura di cinquecento immobili, fra cui palazzo Tirelli in via Gabbi e il mercato coperto, con la quale è stata allestita l’anno scorso una delle mostre di Fotografia Europea. La III e IV C del liceo Ariosto-Spallanzani espongono un accurato esame storico e architettonico di palazzo Barbieri, già Benizzi, fra via Sessi e il parcheggio Aci. Si sono occupate, inoltre, di Casa Arlotti, in via San Carlo, di Casa Boschi, in piazza Fontanesi, palazzo Manodori-Cocchi, in piazza Roversi, palazzo Parigi-Parisi, all’angolo tra via Ariosto e piazza XXIV Maggio. La V H del Chierici ne ha curato la restituzione grafica con l’uso del Cad dopo aver eseguito i rilievi con strumenti tradizionali e misuratori laser.
LA PRESENTAZIONE
È toccato a Marina Parmiggiani, dirigente comunale, esporre le finalità e i brillanti risultati del progetto, a cui Reggio Storia dedica le pagine introduttive e la foto di copertina, che riprende il pomolo di un portone di via San Filippo. L’articolo successivo, firmato da Giovanni Santelli, è intitolato “Appunti di storiografia brescellese”. Vi è spiegato il motivo della principale lacuna riscontrabile nelle opere dedicate alla storia di Brescello: il ritardo con cui furono riordinate le carte dell’archivio comunale, affastellate in un caotico miscuglio.
IL PERSONAGGIO
Glauco Bertolini rievoca la figura di Antonio Re, «disinvolto fratello di Filippo», celebre agronomo. Antonio fu personaggio esemplare della sua epoca, a cavallo fra Rivoluzione francese e Restaurazione. Come tanti altri rimase sempre in sella voltando gabbana al momento giusto. Filippo lo chiamava Robespierre, tale era la foga con cui aveva aderito al movimento giacobino, ma dopo il ripristino del regime ducale divenne governatore della nostra città. Perciò la sua memoria è stata quasi cancellata. Di lui ci restano un busto nel Duomo e un ritratto nel Museo del Tricolore.
STORIA E TOPONOMASTICA
Gabriele Fabbrici ed Elena Turci pubblicano la seconda parte di un accurato studio della toponomastica della pianura reggiana tra Crostolo e Tresinaro. Mariachiara Bianchi rievoca l’epocale gara di colombi viaggiatori del 4 luglio 1936, massima manifestazione di quella colombofilia allora in grande voga, di cui Reggio è ancora capitale. Paolo Luosi e Anna Maria Vinsani firmano un interessante studio sulle gride che Francesco III d’Este dedicò alla condizione delle donne. Il duca, avendo lasciato i suoi domini in eredità a Ferdinando d’Asburgo Lorena, figlio di Maria Teresa d’Austria e marito di sua figlia Maria Beatrice, fu influenzato dal dispotismo illuminato dell’imperatrice asburgica. Lo si nota nelle disposizioni a favore delle monacande, delle ragazze povere e delle ostetriche. È di Saverio Maccagnani, poi, la nona parte della storia dei ricoveri antiaerei. Vi si descrive la vita fra il 1943 e il 1945 sotto la gestione Unpa, organizzazione di protezione civile. Giuseppe Ligabue e Paolo Campioli rievocano le peripezie del feudo di Albinea. I conti Manfredi, che ne erano signori, ne avviarono la vendita nel 1591. Un loro discendente, Paolo, riuscì a rientrarne in possesso nel 1647. Giuliano Bagnoli continua le sue perlustrazioni del dialetto arcaico illustrando 13 proverbi sul tema del guadagno. Linda Magnoni espone il suo saggio “Lenin nell'era dei Millennials”, dedicato al busto di Cavriago. Infine Graziano Siligardi pubblica uno studio sulle paludi di Fontana sulla foce del Tresinaro, a Rubiera. Un ricordo è dedicato all’imprenditore Brunetto Carboni, recentemente scomparso, assiduo collaboratore di Reggio Storia. —
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