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mafia nigeriana 

La fuga verso l’estero dell’affiliato al clan

Per gli inquirenti il 20enne Eric Iyere era diretto in Francia Un suo connazionale lo invitava a togliersi di mezzo

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REGGIO EMILIA. Togliersi di mezzo. È l’invito dal sapore di un avvertimento dato da un affiliato al 20enne nigeriano Eric Iyere, fermato a Reggio e ora alla Pulce, ritenuto in fuga nell’ambito di un’articolata inchiesta della Dda di Catania sulla temutissima associazione mafiosa Supreme Eiye Confraternita, l’organizzazione più antica e più numerosa, in lotta perenne con altri due clan della Nigeria.

Gli interrogativi

Una presenza in città, quella del 20enne nigeriano, considerata molto probabilmente una tappa della sua fuga in Francia. Anche se molti sono gli interrogativi rimasti aperti dopo il suo fermo. Del 20enne Iyere si erano perse le tracce fino a giovedì, quando la polizia lo ha intercettato e fermato nella nostra città. Nell’ambito di un’inchiesta sul Cara di Mineo (Catania), che ha portato a una quindicina di arresti, il giovane è accusato di associazione mafiosa, traffico internazionale di droga e rapina. Iyere sarebbe arrivato a Reggio Emilia circa un mese fa. E nell’udienza di convalida del fermo, difeso dall’avvocato Carmine Migale (in sostituzione del collega di studio Giovanni Tarquini) si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip Dario De Luca, lasciando così irrisolte le domande sulla sua prolungata presenza in città. Il giudice ha ritenuto sussistenti nei suoi confronti i gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di fuga e il rischio di reiterazione dei reati.

L’organizzazione

Quel che è certo, per gli inquirenti, è che il 20enne risulta un affiliato al cult Eiye, senza avere ruoli vertistici, ma come uomo alle dirette dipendenze del capo dell’associazione, svolgendo per lo più attività legate al traffico di stupefacenti. Secondo quanto emerso durante le indagini, proprio la sua appartenenza al clan era stata motivo di discussione: il giovane infatti sarebbe venuto in Europa principalmente con lo scopo di fare soldi, anteponendo il guadagno alle regole del clan. E in almeno una circostanza c’è chi fa notare questo dettaglio, parlando apertamente dell’ipotesi che si tolga di mezzo nel caso in cui non rispetti lo stile violento dell’Eiye.

IL GIURAMENTO

Regole rigidissime, quelle dell’organizzazione, vincolate a un giuramento di fedeltà e a un rito di iniziazione portati alla luce giovedì nell’ambito dell’operazione No Fly Zone condotta dalla Squadra Mobile di Palermo: «Debitamente giuro di sostenere Eiye confraternita moralmente, spiritualmente, finanziariamente e in qualsiasi altro modo e se non lo faccio che il vulture (avvoltoio) spietato mi strappasse gli occhi. Da oggi giuro di sostenere questa confraternita con tutto il mio cuore con fiducia e convinzione e fratellanza». Una formula che gli affiliati dovevano pronunciare al termine di un rito violento a cui venivano sottoposti i nuovi adepti.

NUOVO FERMO

Un’operazione, quella palermitana che vede 19 indagati, con 17 provvedimenti di fermo e 10 ancora ricercati, con l’obiettivo di smantellare sempre la Elye Supreme Confraternity. Fra i ricercati, anche il 30enne nigeriano Eric Ostin, individuato e fermato venerdì a Catania. L’uomo, destinatario del provvedimento di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia, aveva tentato di sparire, ma le indagini della hanno consentito di scovarlo a Catania, al cui tribunale saranno trasferiti anche gli atti del caso legato a Eric Iyere. —

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