Assunzioni fasulle per il permesso di soggiorno
Il pm Forte accusa 15 persone, fra cui un imprenditore edile italiano e un consulente straniero. Dieci “dipendenti” spariti
REGGIO EMILIA. Un finto lavoro per assicurarsi il permesso di soggiorno.
Come emerso nell’udienza preliminare tenutasi ieri mattina, il pm Giacomo Forte ha messo nel mirino 15 persone, con alla base quest’accusa: i documenti intercettati dagli investigatori si riferivano– come ricostruito in tribunale – ad assunzioni tali solo sulla carta, in quanto quei “dipendenti” non lo erano concretamente, ma avevano così ottenuto il permesso di soggiorno.
LA NORMA VIOLATA
Da qui l’inchiesta, ora approdata in aula, per violazione delle norme sull’immigrazione. Ma chi sono gli imputati? Il responsabile sarebbe un imprenditore edile di 55 anni, italiano, che operava a Reggio Emilia (ma ora si è trasferito altrove), dove sono avvenuti gli episodi finiti al centro del processo, cioé le assunzioni fittizie di tredici stranieri, di cui tre cinesi e i rimanenti sono nordafricani. L'imprenditore si sarebbe avvalso, per elaborare quei documenti, della collaborazione del titolare 40enne, di origine straniera, di uno studio di consulenza amministrativa (anche in questo caso con sede in città).
Le verifiche che hanno portato a questo procedimento datano ottobre 2013.
Ma si tratta di una vicenda giudiziaria complessa, perché da tempo i dieci stranieri (per il pm Forte ingaggiati in modo fittizio dal datore di lavoro che di quelle braccia non si sarebbe mai servito) sono irreperibili, veri e propri “fantasmi” che proprio non si trovano.
DUE FILONI PROCESSUALI
Proprio per questo ieri il gup Luca Ramponi ha deciso d’impostare due filoni giudiziari.
Ha infatti fissato l'udienza per le dieci persone, ancora irreperibili, tra un anno, cioè nell'aprile 2020, per permettere nuove ricerche da parte degli inquirenti.
Gli altri cinque, tra cui l'imprenditore edile e il consulente, sono stati invece rinviati a giudizio.
Dal 14 maggio saranno alla sbarra davanti al giudice Chiara Alberti. L'imprenditore edile – incensurato – è seguito dall'avvocato modenese Alessia Gonzo e si dichiara estraneo ai fatti.
Ad assistere il consulente straniero è l'avvocato Chiara Carletti.
Cinesi e nordafricani risultano tutelati dagli avvocati Rita Gilioli, Romina Ferrari e Franco Beretti. Ma appare decisamente in salita l’intenzione di rintracciarli.
T.S.
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