Sport, Csi sferza la Fondazione «Corsi di nuoto a rischio»
Il nuovo appalto chiude la porta alle associazioni negli orari di punta pomeridiani Lettera ai tesserati e raccolta di firme: «A settembre salteranno le attività»
Le società sportive rischiano l’esclusione dai corsi di nuoto in fascia pomeridiana, quella a più alta affluenza dedicata ai più giovani. Si tratta della finestra più appetibile, quella dalle 16.30 alle 19.50 alle piscine Melato, dedicata solitamente alle scuole di nuoto e che secondo il nuovo appalto di gestione dell’impianto dovrebbe diventare a uso prioritario del nuovo gestore. Fino ad oggi, infatti, Gisport - gestore in scadenza dell’impianto di via Melato - ha potuto affidare a società terze, come il Csi, i corsi anche nelle venti ore settimanali considerate «di punta». Ma il nuovo appalto - valore 5,4 milioni di euro, valido 5 anni e in attesa di assegnazione definitiva - sembra essere molto più stringente, escludendo per ora le associazioni sportive che sono «di casa» nell’impianto Ferretti-Ferrari di via Melato. Tra questi il Csi Nuoto Ober Ferrari, che ieri ha inviato via mail un appello accorato ai 1.200 tesserati perché che «da settembre 2019 non avremo più la possibilità di proporre ai nostri tesserati attività svolte in tutti questi anni». Un’affermazione risoluta, contenuta in una lunga missiva inviata ieri dall’associazione sportiva a una fetta dei 57mila tesserati, parte dei quali legati al mondo del nuoto, che ha allevato giovani campioni grazie anche alle scuole di nuoto in via Melato, l’impianto principale di Reggio con le vasche da 25 e da 50 metri.
LA SCURE SUI CORSI
«Riteniamo necessario informarvi su quanto sta succedendo nel mondo natatorio reggiano» viene riportato nell’incipit della lettera firmata da Monia Pozzi, presidente del Csi Nuoto Ober Ferrari e dalla sua vice Elena Barchi, che non vogliono scontri ma chiedono un aggiustamento necessario per la sopravvivenza del servizio. «L’appalto prevede l’assegnazione in via prioritaria al gestore di venti ore per l’organizzazione delle attività», scrivono. Ed è qui che casca la scure, secondo il Csi Nuoto, che punta dritto sulla Fondazione per lo Sport, da mesi nel mirino delle associazioni tra querelle sugli impianti sportivi e valzer ai vertici. «Queste venti ore sono state individuate dalla Fondazione per lo Sport, ente di gestione degli impianti sportivi comunali di Reggio Emilia». La stessa dinamica era già avvenuta alla piscina comunale De Sanctis di via Gattalupa dopo il passaggio alla nuova - e legittima visto l’assegnazione - gestione nel settembre del 2018, quando il Csi aveva già lamentato di non aver più spazi adeguati per i propri corsi. Certo è che il nuovo appalto ha termini stringenti anche in fatto di manutenzione, sempre più impellente in via Melato.
L’APPELLO
Il Csi punta quindi i piedi, ricordando una presenza «nel nuoto reggiano dai primi anni 80» e le risorse investire anche per la formazione degli istruttori. «Noi ci siamo da tempo attivati sul piano istituzionale per fare in modo che ci venga riconosciuto il diritto di poter proseguire il nostro lavoro» viene riportato nella lettera, nella quale si parla di «promesse senza purtroppo ricevere le garanzie necessarie». Da qui l’avvio di una raccolta firme per ottenere una clausola per la cessione di alcune delle venti ore a favore delle associazioni. —
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