Telefonate a raffica per gelosia ma minaccia la donna sbagliata
CASTELNOVO MONTI. Per tre mesi una commerciante quarantenne castelnovese si è trovata al centro di una serie di telefonate da parte di una donna che esprimeva tutta la sua rabbia inequivocabilmente per gelosia, con un uomo conteso come oggetto di quelle conversazioni.
In sostanza chi telefonava – i fatti risalgono alla primavera di ben sette anni fa – era convinta di parlare con la rivale in amore, esplodendo anche in offese al termine delle telefonate: «Sei una schifosa puttana rumena». Peccato che la commerciante sia italiana e di quell’uomo concupito non sapesse un bel nulla. Probabilmente la quarantenne ha pensato ad uno scherzo telefonico – il primo contatto via filo era avvenuto il 30 marzo 2012 – ma quando gli squilli hanno cominciato ad assommarsi, ecco che la preoccupazione ha iniziato a salire. Telefonate che partivano in modo civile, per poi aumentare di tono, con tanto di insulti. La castelnovese ha cercato di far ragionare chi continuava a maltellarla con quelle telefonate, cioè una sicula al tempo 36enne. Inutile spiegarle che di questa storia amorosa lei non sapeva niente, che aveva sbagliato persona, che doveva smetterla con quelle telefonate moleste. Fiato sprecato, la donna siciliana non mollava. Ma come spesso succede arriva la classica goccia che fa traboccare il vaso. Nel giugno 2012, esausta, la commerciante passa l’ennesima telefonata di gelosia al convivente, per cercare di uscire da quest’incubo. Ma invece che placarsi, chi è al di là della cornetta se ne esce con una frase pesantissima: «Te la vengo a uccidere davanti a te...”. Parole da brivido che spingono la coppia a presentare denuncia, innescando così le indagini dei carabinieri. E una volta individuato il numero di telefonino da cui partivano le chiamate, i militari incastrano con certezza l’autore, cioè una 36enne che vive in Sicilia. Ma da quel momento la giustizia non avrà certo un passo veloce, visto che l’udienza decisiva si è svolta ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia. Della telefonatrice gelosa neanche l’ombra, comunque rappresentata dall’avvocato Luca Mistrorigo. Anche se sgradevole, che fosse tutto un equivoco quanto accaduto è apparso chiaro, inoltre la giustizia lumaca ha ora un peso, in quanto nel frattempo l’accusa di ingiurie è depenalizzata, quella di molestie si è prescritta, ma anche le minacce sono cadute, in quanto la commerciante ha ritirato ieri la denuncia, spiegando in udienza che da allora non ha più ricevute telefonate dall’imputata, mai più sentita. E il giudice Maria La Nave ha così ritenuto chiuso il processo.
T.S.
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