Trafficante di droga in manette Aveva 600mila euro in cocaina
Arrestato dalla Squadra Mobile Valentin Tuku, insospettabile albanese di 37 anni È stato preso a Maranello con tre panetti di stupefacente da un chilo ciascuno
Tre panetti di cocaina di ottima purezza, pressata in gesso e marchiata con un simbolo (il numero uno, seguito da due virgole e da una stella), a garanzia dell’alta qualità per la clientela. È la scoperta fatta dalla Squadra Mobile di Reggio Emilia che, seguendo una pista sul mercato dello spaccio partita dal centro città e terminata nel modenese, ha arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio un insospettabile albanese: Valentin Tuku, 37 anni, di mestiere muratore, regolare e da parecchi anni in Italia e residente con la famiglia a Maranello (Mo). Ora l’uomo, ritenuto dagli inquirenti «un livello terminale apicale» della filiera dello spaccio, ora è detenuto in carcere a Modena, dove affronterà a breve la direttissima in tribunale.
L’INDAGINE
Osservando con discrezione lo spaccio al minuto in città, gli uomini di Guglielmo Battisti, dirigente della Mobile, hanno individuato l’albanese, ritenuto un canale di approvvigionamento di secondo livello: vale a dire un anello importante della filiera, che riforniva altri soggetti a loro volta fornitori degli spacciatori di strada.
Raccolti elementi importanti a carico del 37enne, la polizia di Reggio, in collaborazione con i colleghi della questura di Modena, sabato scorso si è appostata a Maranello sotto l’abitazione dell’uomo. Quando quest’ultimo è stato visto uscire di buon’ora, alle 7.30, con in spalla uno zaino, è stato subito bloccato.
All’interno dello zainetto c’era un panetto da un chilo di cocaina. Davanti agli agenti, che hanno domandato all’uomo se avesse altra droga per evitare di eseguire la perquisizione davanti ai suoi tre figli, l’albanese ha negato. Invece pochi minuti dopo, quando i poliziotti con in mano il mandato hanno iniziato a scandagliare il garage, ecco che all’interno del sellino dello scooter parcheggiato nella rimessa sono saltati fuori altri due panetti di cocaina da un chilo l’uno, identici al primo, per un totale di tre chili.
Il valore all’ingrosso della cocaina – della quale il narcostest ha evidenziato l’elevato grado di purezza, ma occorrerà sottoporre la droga sequestrata ad ulteriori analisi di laboratorio – si aggira sui 130mila euro, cifra che una volta “tagliata” può quadruplicare: il valore al minuto si aggira quindi attorno ai 600mila euro. Evidentemente l’albanese aveva appena ricevuto un carico da consegnare.
«NON E’ FINITA QUI»
Le indagini, lungi dall’essere esaurite, sono destinate a proseguire. Il particolare singolare è che nell’abitazione dell’albanese i poliziotti non hanno trovato né bilancini di precisione né presse o altri macchinari per il confezionamento, né contanti.
Non torna, perché questi quantitativi ingenti di cocaina devono essere pagati in contanti e comportano una disponibilità considerevole di denaro, che forse l’albanese conservava in un altro nascondiglio. Così come la tipologia della polvere bianca indica che i panetti arrivavano già confezionati, si presume dall’estero, destinati ad una clientela tutt’altro che sprovveduta: d’abitudine la via privilegiata è la Spagna, ma in questo caso potrebbe essere un’altra nazione europea.
Secondo il dirigente della Mobile «la polizia di Stato ha bloccato un canale consistente di approvvigionamento della cocaina, canale nel quale la criminalità albanese si conferma protagonista, avvalendosi nei quadri alti di incensurati. Ora le indagini proseguono per scandagliare le conoscenze dell’uomo e ricostruire la piramide dei passaggi di mano, a monte e a valle». —
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