Gazzetta di Reggio

Reggio

castelnovo monti, punto nascitE 

I medici contro gli attacchi «Corretto l’invio a Reggio»

3 MINUTI DI LETTURA





castelnovo montI. «La soppressione della PD ginecologica é stata una nostra indicazione legata a una puntuale e approfondita analisi tra rischi e benefici; la direzione ci ha chiesto di rivedere alla luce dell’esperienza di un anno la procedura, lo stiamo facendo e sottoporremo le risultanze anche ad esperti autorevoli regionali e nazionali».

Così Giancarlo Gargano, direttore del Dipartimento Materno Infantile, e Lorenzo Aguzzoli, direttore dell’unita operativa di ostetricia e ginecologia di Reggio e Castelnovo internvegono sull’ultimo caso legato al punto nascite soppresso – due volte a Reggio per un tracciato, denunciato da un famigliare di una donna incinta – che sta facendo discutere. In un lunga nota di due professionisti se la prendono con il clima che si è venuto a creare sul dibattito che non accenna ad attenuarsi.

«Chiediamo, parlando a nome di tutti i professionisti del Dipartimento Materno Infantile, che tra le tante voci si tenga conto anche del nostro punto di vista: siamo i professionisti che tutti i giorni si impegnano per l’assistenza alla gestante e al neonato; il nostro lavoro è difficile, ogni giorno operiamo scelte importanti e ci assumiamo grandi responsabilità; siamo stanchi che il nostro operato venga continuamente messo in discussione, criticato e posto alla gogna mediatica da persone inesperte, incompetenti, non accreditate per mancanza di un “know-how” e di una preparazione sanitaria adeguata» scrivono. «Siamo invece disponibilissimi a confrontarci con esperti del settore per discutere delle modalità organizzative realizzate e per una valutazione circostanziata anche di singoli episodi. Ben vengano tutte le ispezioni ministeriali o regionali» ma aggiungono «i social network e i media non ci appaiono le sedi più appropriate per discutere di problemi di sanità e di sicurezza clinica. Rivendichiamo con forza la nostra autonomia decisionale in ambito clinico e assistenziale. Nel caso in oggetto, dalle verifiche effettuate, risulta che il percorso clinico-assistenziale sia stato corretto: l’invio della paziente al centro di 2 livello é stato proposto da un nostro collega esperto e preparato; in simili circostanze tali approfondimenti, secondo tutte le linee guida internazionali, devono essere effettuati in un centro di 2 livello».

Puntuale, arriva la replica delle Cicogne: «Invece di buttarla in polemica e dire che tutto è ok perché loro dicono che è ok, sarebbe opportuno che da loro venissero fornite le risposte a quello che abbiamo chiesto: è vero quanto ci è stato riferito che i tracciati non vengono più fatti nell’ospedale di Castelnovo? Quanti ne sono stati fatti nell’ultimo anno? Èvero che se una gestante non sta bene e si presenta in pronto soccorso le viene detto che ha sbagliato e che deve rivolgersi a Reggio?». «Queste sono domande e non sono accuse. Ci avevano promesso che avrebbero continuato ad assistere la gravidanza, ma dopo 4 mesi hanno tolto la guardia ginecologica e ora, attraverso i fatti che emergono, abbiamo il timore che stiano facendo come per i parti: destinare tutto verso la pianura. Ce la prendiamo con chi ha deciso che la montagna è un costo inutile» concludono. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google