Sfida elettorale super affollata e a destra c’è il rischio scissione
Sei liste sono già in campo e non è escluso l’arrivo anche della settima Tutto dipenderà dall’accordo sofferto che cercano Forza Italia e la Lega
CASALGRANDE. È sempre più affollato l’agone elettorale. Non c’è davvero da annoiarsi nella corsa verso il voto a Casalgrande, uno dei Comuni reggiani più vivaci in questa fase di avvicinamento alle urne. Al momento sono sei le formazioni sicure di correre, con cinque candidati già formalizzati, e non è da escludere l’arrivo di una settima lista.
le liste
Si parte dal sindaco in carica Alberto Vaccari, sostenuto da un Pd reduce da mesi di tensioni, culminate con le dimissioni del vicesindaco Marco Cassinadri, ma ancora forte di una base notevole. Anche altri due attuali consiglieri saranno in ballo. Sono Alberto Montelaghi di Sinistra per Casalgrande e Giuseppe Daviddi della civica “Noi per Casalgrande”: in questa legislatura Daviddi era nella maggioranza di centro-sinistra per la lista “Casalgrande è Passione”; pochi mesi fa è uscito in polemica con la conferma di Vaccari a candidato e ora ha deciso di andare in solitaria, con un gruppo di cui faranno parte diversi “scontenti” dello stesso centro-sinistra.
Un’altra realtà nata a sinistra è “Cambia Casalgrande”, guidata da Alan Ferrari, espressione di un gruppo che in questi anni ha spesso contestato il lavoro dell’amministrazione, soprattutto per il progetto della nuova casa di riposo. La Lega presenta Villiam Rinaldi, storico militante del comprensorio ceramico; non è chiaro se alle sue spalle Rinaldi avrà l’intero centro-destra. In questi mesi, le frizioni fra Lega e Forza Italia sono state tante e a Scandiano alla fine è stato trovato un accordo che a Casalgrande ancora non è certo e ad oggi non è da escludere un’altra formazione di area centro-destra. Manca ancora l’ufficialità per il candidato dei 5 Stelle, ma la presenza di una lista pentastellata appare praticamente certa. A Casalgrande i 5 Stelle sono stati la prima forza di opposizione nel mandato ormai concluso e nel marzo 2018, alle elezioni politiche, hanno raggiunto una percentuale notevole di preferenze. Da qui ripartiranno. Con i 5 Stelle, le formazioni sicure sono sei: Pd, “Cambia Casalgrande”, “Noi per Casalgrande”, Sinistra, Lega e appunto M5S.
il centrodestra
L’incognita è rappresentata dal centro-destra, e dagli sforzi ancora in corso per trovare un accordo su un candidato unico, evitando la dispersione dei voti. La presenza di sei sfidanti, con due civiche, porterà inevitabilmente a una frammentazione in cui oltre che la politica conteranno i contatti personali e la provenienza dalle varie frazioni del territorio. Va ricordato che Casalgrande, Comune sopra ai 15mila abitanti, è a rischio ballottaggio se nessun candidato supera al primo turno il 50% più uno dei voti. E con questo affollamento l’ipotesi di un secondo turno diventa concreta, con un nuovo valzer di possibili alleanze e accordi. —
Adriano Arati
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