Sicrea voleva salvare quaranta dipendenti Ora la strada è chiusa
REGGIO EMILIA. L’estate scorsa la cooperazione rossa si avviava verso l’ultima grande manovra per salvare il salvabile nel settore delle costruzioni emiliane. Il focus, come sempre, era Reggio Emilia, visto che al centro dell’operazione c’erano Sicrea - scialuppa di salvataggio nata da Orion e Cmr che sta aggregando i pezzi sani delle coop rimaste in piedi - e Tecton, la sorella minore dei colossi come Unieco e Coopsette. E che nel suo piccolo era rimasta a galla. Questo grazie a una minore esposizione su grandi cantieri e una specializzazione nel restauro.
L’estate scorsa Sicrea doveva quindi “mangiarsi” altre coop, tra le quali Tecton, che ha però chiuso la porta all’affare. Nei piani, secondo indiscrezioni, Sicrea doveva salvare 40 lavoratori di Tecton calcolando in più 20 esuberi circa. Per Salami il piano non era praticabile o comunque conveniente verso Tecton, che ha continuato a lavorare per conto proprio salvo incappare in acque agitate fino al culmine segnato in queste settimane. Sicrea, nel frattempo, ha portato a termine l’acquisizione delle altre coop coinvolte nel valzer.
Un’operazione che ha permesso a Sicrea di sbarcare in Toscana tramite l’acquisizione della Cooperativa L’Avvenire 1921 (Cla) di Montelupo Fiorentino (Firenze), coop sotto l’egida di Legacoop e finita nell’orbita dell’ex capo di Coopsette, Fabrizio Davoli, dopo il crollo della coop di Castelnovo Sotto nel 2015.
L’ex presidente è stato alla presidenza di Cla. Al maggio dell’anno scorso a Davoli restava uno scranno come consigliere della Cimiteri di Calenzano spa, altra società controllata da Cla. Dopo questa Sicrea doveva inglobare anche la Buozzi di Parma, il boccone più piccolo rimasto sul piatto. —
E.L.T.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google