Gazzetta di Reggio

Reggio

reggiolo 

Coppia in auto con mezzo chilo di cocaina

Ambra Prati

Lei ha 33 anni, lui 29, entrambi di origine marocchina. Sono stati arrestati dai carabinieri di Fabbrico e di Parma

2 MINUTI DI LETTURA







Viaggiavano con più di mezzo chilo di cocaina purissima riposta nella borsetta di lei. L’auto dei grossisti della droga è stata bloccata lungo la Cispadana, a Reggiolo, dai carabinieri di Parma e Fabbrico. Le manette ai polsi della coppia di origine marocchina – lei, 33enne, incensurata, residente a Reggio Emilia ma di fatto domiciliata con il fidanzato 29enne a Crevalcore, nel Bolognese – sono scattate domenica sera quando sono stati colti in flagranza di reato e accusati di detenzione di sostanza stupefacente aggravata (dal quantitativo di droga).

l’inseguimento

Le indagini dei carabinieri sono iniziate a Parma, dopo il fermo di un pusher che spacciava in strada e che è stato trovato con un piccolo quantitativo di cocaina. Da lui gli inquirenti sono riusciti a risalire ai due fornitori, ritenuti il canale di approvvigionamento per le piazze di Parma, Reggio Emilia e Modena.

La coppia veniva tenuta d’occhio da tempo, ma finora gli accorti fidanzati avevano adottato particolari cautele – come contatti telefonici ridotti – per sfuggire alle indagini dell’Arma. I carabinieri hanno continuato a seguire i loro spostamenti e a pedinarli a distanza, finché domenica sera, ritenendo che i due fossero in viaggio per consegnare “merce” alla propria rete di spacciatori, i militari sono entrati in azione.

L’Alfa Romeo Giulia della coppia, che transitava lungo la Cispadana nel territorio di Reggiolo, all’improvviso si è vista tagliare la strada e circondare da diverse pattuglie, in borghese e non, dei carabinieri di Parma e dei colleghi di Fabbrico, che hanno sbarrato qualsiasi via di fuga.

La trappola si è rivelata azzeccata: nella borsetta della donna c’erano 540 grammi di cocaina purissima, in un panetto ancora termosaldato: secondo gli investigatori, parte di una “partita” maggiore. Si stima che quell’unico panetto, una volta tagliato, avrebbe potuto fruttare sul mercato almeno 20mila euro. Nell’abitazione di lui, perquisita a ruota, sono saltati fuori anche 80 grammi di hascisc e contanti. La coppia è finita dietro le sbarre nella casa circondariale della Pulce. Un presunto complice è stato identificato a Parma e ora sono in corso ulteriori indagini per risalire alla fonte dei due grossisti.

IN TRIBUNALE

Ieri, durante l’udienza di convalida in tribunale a Reggio Emilia, entrambi i fidanzati (che ufficialmente risultano disoccupati) si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’accusa ha chiesto per entrambi la custodia cautelare in carcere, mentre l’avvocato difensore, Roberto Ghini del Foro di Modena, ha chiesto la remissione in libertà oppure, in subordine, i domiciliari.

Il gip Dario De Luca ha convalidato l’arresto e concesso alla donna i domiciliari, mentre il 29enne (con un precedente specifico alle spalle) per ora resta in carcere. La difesa valuterà un eventuale ricorso al tribunale del riesame per l’attenuazione delle misure cautelari. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google