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Il ghanese confessa «Mi prendeva in giro e l’ho ferito col coltello»

Am.P.

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CORAGGIO. Aveva in mano un coltello per affettare i pomodori quando è scoppiata la colluttazione con il coinquilino: così, accidentalmente, la lama di venti centimetri sarebbe affondata nell’addome della vittima.

È quanto ha dichiarato ieri, in tribunale, Thomas Azure, il 51enne ghanese arrestato per tentato omicidio dopo un litigio sfociato in un accoltellamento all’interno di un alloggio del Ceis per richiedenti asilo. Il diverbio è scoppiato domenica, verso mezzogiorno, mentre il 51enne si trovava in cucina, intento a preparare il pranzo, assieme al connazionale 22enne e a un altro richiedente asilo 25enne, di diversa nazionalità.

L’allarme è stato lanciato da via delle Sirene, in pieno centro, sede dell’associazione “Servire l’uomo”, dove i richiedenti asilo sono alloggiati. Al loro arrivo, i carabinieri si sono trovati di fronte al 22enne in una pozza di sangue; la vittima in seguito è stata sottoposta ad un intervento chirurgico e ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di OParma. Poi stato trasferito nel reparto di Chirurgia toracica, sempre all’ospedale Maggiore di Parma, essendo fuori pericolo. Ferito e trasportato al pronto soccorso di Carpi anche il 25enne che ha tentato di separare i due contendenti. I militari hanno sequestrato il coltello da cucina e raccolto a caldo la confessione del 51enne, che quel giorno ha ammesso di essere il responsabile dell’accoltellamento.

Ieri, durante l’udienza di convalida, Azure ha risposto alle domande, modificando in parte la sua versione iniziale. Ha spiegato che con il 22enne, che lo prendeva in giro canzonandolo in modo pretestuoso, i dissidi andavano avanti da tempo. Fino all’epilogo di quel giorno, quando Azure, che impugnava il coltello per cucinare, nel lottare con il 22enne ha agitato le mani e ha inferto il fendente all’addome, sottolineando però la non volontarietà del gesto – dipinto come un raptus – del quale l’accoltellatore si è detto pentito e dispiaciuto. Al termine della seduta il gip Dario De Luca si è riservato di decidere: il provvedimento arriverà oggi, ma la convalida dell’arresto pare scontata. Da parte sua, l’avvocato difensore Alberto Baroni si è rimesso alle decisioni del gip e non ha avanzato richieste di misure alternative al carcere, visto che il ghanese è un richiedente asilo senza parenti e senza domicilio. Nel breve termine il legale punta alla derubricazione del reato, dal momento che il ferito è fuori pericolo. —

Am.P.

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