Il Mercatone Uno verso il concordato
Shernon Holding ha presentato le carte al tribunale di Milano “Doccia gelata” per i lavoratori e per il sindacato Filcams Cgil
RUBIERA. Concordato preventivo per il Mercatone Uno? Non riesce proprio a trovare tranquillità lo storico marchio di arredi di cui fa parte anche il grande punto vendita di Rubiera.
crisi infinita
La crisi economica del gruppo, iniziata ormai quattro anni fa, sembrava parzialmente conclusa a metà 2018 con il passaggio di buona parte dei punti vendita – compreso il negozio rubierese – alla società Shernon Holding srl. Una realtà aziendale nata appositamente per l’operazione Mercatone Uno, dietro a cui stanno grandi imprese europee del settore.
In realtà la situazione è di nuovo critica: la settimana scorsa i lavoratori e il sindacato Filcams Cgil hanno organizzato due giorni di sciopero e presidio per protestare contro i ritardi nei pagamenti degli stipendi, fra ordini e forniture non evase e pochissima chiarezza per il futuro.
il concordato
Ora, la mazzata: la Shernon Holding ha chiesto il concordato preventivo al tribunale di Milano, una procedura creata per permettere tentativi di risanamento e pagamento dei debiti ad aziende in difficoltà.
La Shernon Holding ha effettuato questa mossa «per salvaguardare l’operatività e la continuità aziendale, preservando il patrimonio della società, e per superare una temporanea situazione di difficoltà finanziaria», ha spiegato in una nota.
Il gruppo ha parlato di «avanzate trattative con nuovi soci ed investitori interessati all’ingresso in società». Queste discussioni, però, «pur se molto avanzate, richiedono tempistiche non conciliabili con la tensione finanziaria in essere e, pertanto, lo strumento del concordato con riserva risulta funzionale e necessario al buon esito delle trattative».
In pratica, il concordato servirebbe alla società per dilatare i tempi sulle pendenze economiche e creare un margine di manovra, così da trovare fondi tramite una ricapitalizzazione e l’ingresso di nuovi soci. Una notizia che alle maestranze è arrivata solo ieri tramite una comunicazione interna via mail.
«È una notizia che abbiamo saputo dai lavoratori – afferma Filcam Cgil – e che conferma che anche questa nuova società si sta distinguendo per mancanza di trasparenza nelle informazioni e di rispetto per i propri dipendenti e collaboratori continuando a fuggire dai confronti con le parti sociali».
il sindacato
Per il sindacato, la mossa fa appunto «presupporre l’intenzione di guadagnare tempo per una ricapitalizzazione, ma arriva dopo la richiesta di rinvio dell’incontro previsto al Mise il 2 aprile, e poi quello previsto per il 5 con le organizzazioni sindacali». Occasioni, si sottolinea, in cui «l’azienda avrebbe potuto e dovuto anticipare alle parti sociali la propria decisione. L’azienda si era addirittura spinta a dichiarare che entro il 18 aprile, data del prossimo incontro al minisstero, avrebbe trovato i finanziatori. L’ennesima bugia».
Ora si attendono risposte dalla società ma pure dalle istituzioni. Il consigliere regionale di Sinistra Italiana Yuri Torri e il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro hanno scritto al ministero per lo Sviluppo economico e alla Regione chiedendo che intervengano per trovare soluzioni. —
Adriano Arati
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