Il questore contro chi semina allarmismi «Non si devono generare paure diffuse»
Cerimonia al teatro Ariosto per i 167 anni dalla fondazione del corpo, annunciato anche il reimpiego di agenti in pensione
«Il messaggio è sacchi di sabbia alle finestre e modalità diffidenza attivata. Ma così si genera paura diffusa mentre si capisce poco quale sia fra le tante la casa derubata e soprattutto chi siano i ladri». È questo probabilmente il passaggio più denso di significati all’interno del discorso che il questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone, ha pronunciato ieri al teatro Ariosto in occasione delle celebrazioni per il 167esimo anniversario della fondazione del corpo di polizia di Stato.
Sbordone, com’è normale per un vertice della questura, non fa riferimenti alla politica o ai partiti. Ma è difficile non leggere in quelle parole il riferimento a un clima di continuo innalzamento della tensione mediatica, di inasprimento dei conflitti sociali e di creazione del nemico a tutti i costi tipico dell’Italia di quest’ultimo periodo. E d’altronde è lo stesso questore a spiegare che la necessità ora è quella di «rassicurare» una cittadinanza che nonostante i reati in calo continua a percepirsi insicura. Rassicurare «senza però sminuire la realtà delle cose – prosegue Sbordone – senza sottacere, con grande rigore, senza abbassare la guardia, restando concentrati e uniti. Io credo che sia questo il primo problema ma si presenta arduo, molto arduo, in un contesto in cui i sistemi di allarme sono continuamente allertati. Il messaggio è sacchi di sabbia alle finestre e modalità diffidenza attivata».
Ma la festa della polizia non si è esaurita con il discorso del questore. La cerimonia a teatro è stata anticipata, alle 9.30, con la commemorazione ai caduti della polizia all’interno della questura di via Dante mentre, in piazza della Vittoria, erano presenti stand e banchetti informativi dedicati alle specialità del corpo quali, ad esempio, il gruppo sommozzatori. La festa vera e propria è iniziata verso le 10.30 all’interno dell’Ariosto e, fra le novità annunciate per quest’anno, vi è anche la possibilità per gli agenti in quiescenza di Reggio Emilia di tornare in servizio.
«Nei prossimi giorni – spiega sempre Sbordone – sigleremo un accordo con l’Anps, l’Associazione nazionale della polizia di Stato, che prevede che gli iscritti possano continuare a fornire il loro prezioso contributo nei nostri uffici, ovviamente nelle forme consentite».
Passando al bilancio dell’attività svolta nell’ultimo anno il questore ha lodato l’attività di tutti i reparti reggiani citando, con particolare soddisfazione, «l’essere riusciti a rispondere all’esigenza del tribunale di insediare la camera di consiglio del processo Aemilia nei locali della questura. Credo che si sia trattato di un segnale molto positivo, una rappresentazione della forza serena che esprime lo stato affermando se stesso».
Sul rapporto con la cittadinanza, punto che sta molto a cuore a Sbordone, è poi stata ricordata la creazione di una pagina Facebook della questura e la riapertura del posto di polizia in via Turri. Ma, ha proseguito il questore, «continuiamo a percepire i reati commessi come fallimenti, nostri e del sistema, ed è stato quindi un fallimento lo stupro in pieno giorno di una ragazza in un parco pubblico, la scorsa estate, un episodio orribile di cui sentiamo la responsabilità per non averlo impedito e la soddisfazione di aver catturato il responsabile in meno di 24 ore poco lenisce la sofferenza».
Per il questore bisogna dunque continuare a rassicurare la comunità perché «nello stato democratico la polizia è al servizio dei cittadini», come recita un motto «poco usato ma che a me piace molto, perché penso ci rappresenti pienamente». —
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