L’antica cappella matildica donata dai Bianchi al Comune
La chiesetta di San Venerio (1044) venne acquistata da Beatrice di Lorena Albinelli: «La restaureremo e tornerà nella disponibilità della comunità»
REGGIOLO. Ieri sera, in apertura di consiglio comunale, le famiglie Bianchi, proprietarie della chiesetta di San Venerio, hanno dichiarato la loro disponibilità alla donazione dell’edificio, che verrà formalizzata quanto prima con un rogito.
San Venerio è il santo protettore di Reggiolo da mille anni, e la prima cappella medievale viene citata nel rogito d’acquisto del 15 maggio 1044, contratto da Goffredo l’Alemanno e Beatrice di Lorena, moglie di Bonifacio e madre di Matilde di Canossa. Nel rogito si legge che Beatrice acquista “Razolo”, munita di torre e di cappella eretta in onore di San Venerio.
L’evento di ieri sera, a pochi giorni dalla celebrazione del 975° anniversario del compleanno di Reggiolo (1044-2019), è la premessa dell’importante donazione delle famiglie Bianchi.
«Questo atto ci riempie di emozionante e soddisfazione – ha detto l’assessore alla ricostruzione post sisma e alla cultura Franco Albinelli –. Stiamo parlando di un gesto generoso e nobile che fa onore ai Bianchi, in particolare al dottor Raffaele e alla sua famiglia, sapendo quanto sia devotamente affezionato a questa chiesetta. È un bene storico vincolato con decreto dal ministero dei Beni culturali e rappresenta un simbolo storico e identitario della nostra comunità. Sarà a cura dell’amministrazione attingere ai fondi regionali destinati alla ricostruzione dopo il sisma del maggio 2012 che ha fortemente danneggiato la struttura dell’antico edificio e della torre campanaria adiacente».
«Siamo in contatto con le strutture tecnico-finanziarie della Regione che ci hanno assicurato la disponibilità finanziaria per il restauro della cappella in quanto bene culturale di valore storico – ha proseguito Albinelli –. L’antico edificio sarà reso agibile e utilizzabile dalla comunità. Ringraziamo il dottor Raffaele per questo gesto d’amore nei confronti di Reggiolo, terra d’origine della sua antica e nobile famiglia. La donazione ci offre l’opportunità di acquisire un sito matildico che, unitamente alla corte Bondanazzo e alla rocca medievale, rappresenterà una curiosità culturale e turistica di valore e che andrà ad arricchire il nostro significativo patrimonio storico. Il rogito di donazione verrà prossimamente perfezionato e al più presto partirà la progettazione per il recupero e il restauro dell’ edificio». —
Mauro Pinotti
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