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Trascinò il pusher uccidendolo: ora va in carcere

È diventata definitiva la condanna a dieci anni per omicidio preterintenzionale. Luca Vescovi arrestato e condotto in cella

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POVIGLIO. Era il primo novembre del 2016. Un giovane uomo di origine nigeriana venne trovato morto a terra, in via Gobetti a Parma, zona calda per lo spaccio di droga. La verità su quella morte verrà alla luce dopo qualche giorno: a uccidere il giovane spacciatore era stata l’auto guidata da Luca Vescovi, oggi 38enne originario di Parma ma residente a Poviglio. Ora la condanna a 10 anni è diventata definitiva e l’uomo è stato arrestato: deve scontare il residuo di pena di 7 anni, 9 mesi e 10 giorni.

L’OMICIDIO

Secondo quanto è stato ricostruito, l’auto con alla guida Vescovi e accanto un amico avvicinò uno spacciatore per concordare l’acquisto di marijuana.

La trattativa però non andò a buon fine, e a un certo punto i due si misero a discutere. Sino all’azione repentina di Vescovi: strappò dalle mani del nigeriano un sacchetto con dentro la marijuana. Quel gesto scatenò la reazione del giovane, che per tutta risposta si aggrappò alla macchina.

Vescovi però non arretrò di un millimetro. Condusse via l’auto a gran velocità. Così facendo, si trascinò il nigeriano almeno per una cinquantina di metri. Il giovane nigeriano finì con lo sbattere violentemente contro un muretto e morì. Vescovi non fermò la macchina per prestare soccorso, ma fece rapidamente perdere le sue tracce.

LE INDAGINI

Per due giorni la morte del nigeriano Thankgod Omonkhegbele rimase un mistero. Poi la svolta grazie alle indagini della squadra mobile di Parma, guidata dal dirigente Cosimo Romano.

Le tracce di un’auto rinvenute sul posto portarono a una Fiat Punto, e il proprietario della stessa collaborò con la polizia, raccontando di aver prestato la vettura, quella sera. Ben presto la polizia arrivò a chi era a bordo. L’occupante decise dicollaborare a sua volta, raccontando cosa accadde quella notte.

Si arrivò così al nome del disoccupato di Poviglio per il quale scattò il fermo su ordine del sostituto procuratore Maria Rita Pantani. Le accuse inizialmente erano di omicidio volontario e rapina impropria.

IL PROCESSO

Da allora all’arresto di questi giorni, si sono svolti i processi a carico del 38enne. Il processo di secondo grado ha confermato la condanna a dieci anni, anche se il reato è stato derubricato in omicidio preterintenzionale: per i giudici, dunque, Vescovi non voleva uccidere, con quella manovra improvvisa.

Ora che la condanna è diventata definitiva, l’ufficio esecuzioni penali della procura di Parma ha emesso l’ordine di esecuzione per la carcerazione che è stata trasmesso ai carabinieri di Poviglio per l’esecuzione. I militari lo hanno eseguito, andando ad arrestare Vescovi che, sottratto quanto già scontato in regime di custodia cautelare, deve ancora farsi 7 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione. —

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